ACICASTELLO. Metti due sere con altrettante, coinvolgenti e appassionate rappresentazioni sotto l’egida del maniero di Acicastello. Sabato 8 e domenica 9 agosto va in scena l’anima del “cunto” nostrano: al Castello, si potranno ammirare le storie della mitologia ionica. Prima (sabato alle 20) l’Associazione “Fantasticheria” con il patrocinio del comune di Acicastello rappresenterà “Il Castello”, liberamente tratto da “Le storie del Castello di Trezza” di Giovanni Verga. A cura di Tiziana Giletto (dell’associazione Culturale Area Nove Muse) con Mariagrazia Cavallaro, la stessa Tiziana Giletto, Ignazio Maesano, Ilenia Maccarrone e Viviana Militello. Attorno ad un’antica leggenda siciliana, si sviluppa la trama noir dello spettacolo: Donna Violante (interpretata da Viviana Militello) andata infelicemente in sposa a un barone locale, tale Garzia d’Arvelo (Ignazio Maesano) soffocata dalla turpe rudezza del marito, non amato e indesiderato,volge le sue attenzioni verso il paggio di corte, Corrado. Culmine della passionale vicenda d’amore è il sacrificio di quest’ultimo. Sacrificio d’amore, e di onore, reso inutile dal dolore di Donna Violante che, perseguitata dal rimorso, si getta nel vuoto, dandosi la morte.
Poi (domenica 9, per l’appunto) sarà la volta dello spettacolo “Voci di sirene. Miti e leggende di Sicilia”. Due donne-sirena (Tiziana Giletto e Mariagrazia Cavallaro) capaci di trovare la sospirata libertà dalle reti e finiscono con l’intrecciare storie che raccontano la vita del mare: dall’ira di Polifemo (Ignazio Maesano) contro Ulisse all’amore di Aci e Galatea fino alla leggenda di Colapesce. Ad accompagnare il tutto le note della fisarmonica (suonata da Salverico Cutuli).
“La Sicilia è forse la terra più suggestiva ed emozionante del Mediterraneo dove s’incontrano miti, leggende e tradizioni millenarie che ne hanno fatto una delle culle della civiltà – spiega l’attrice Tiziana Giletto -. Ed è proprio questo che vogliamo fare in questo doppio appuntamento col teatro alla rocca normanna di Acicastello: raccontare storie che riguardano la nostra terra, cercando negli echi lontani tracce del nostro passato e – perché no? – anche del nostro presente. Entrambi gli spettacoli posso avere più letture, una immediata per tutti, grandi e bambini, l’altra, che riesce a scovare un pubblico più adulto e attento. Così in un primo momento nello spettacolo di giorno 8 agosto, “Il Castello”, il nuovo padrone, così simile al Don Garzia, zotico e brutale, della leggenda, coinvolgerà il pubblico in un party di benvenuto, è l’archetipo dell’uomo convinto di poter comprare tutto e tutti col denaro.
Lo spettacolo di giorno 9 agosto invece mette insieme grandi personaggi della mitologia e delle leggende siciliane raccontati da due donne sirene e dal suono antico della fisarmonica: Ulisse con la sua smisurata sete di conoscenza, l’amore contrastato di Aci e Galatea, la sofferenza di Polifemo, il mostro, (per certi aspetti un po’ Minosse o Frankentstein) ingannato da Ulisse e rifiutato da Galatea, l’incanto delle Sirene, della bellezza, di ciò che luccica esteriormente, e la leggenda che racconta del sacrificio di Colapesce, condannato a restare sotto il mare per salvare la Sicilia. Attraverso questa leggenda, per esempio, possiamo ancora chiederci tra le altre cose: su quali basi oggi si regge la nostra terra? Quanto sono resistenti? E cosa possiamo fare noi, “giovani Colapesce”, perché la nostra Sicilia continui a resistere e non affondi?”.

