Sac, la nomina dei vertici |Riunione del collegio sindacale

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Sono tre le strade possibili.

La verifica dei requisiti
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CATANIA – Bene, il gran giorno è arrivato. Oggi alle 11 il Collegio sindacale della Sac si riunirà per valutare le nomine dei membri del CdA. La domanda all’ordine del giorno è se i cinque componenti hanno o non hanno i requisiti previsti dallo statuto. Ed è ovvio che il busillis – ancorché esteso ai cinque nomi – ha nel mirino le due cariche di vertice di presidente e amministratore delegato con una decisa attenzione alla seconda, quella assegnata a Ornella Laneri sui cui requisiti le polemiche sono andate a briglia sciolta sin dal giorno della nomina.

Ma cos’è che può accadere dopo la riunione di oggi? Tre le strade possibili. La prima prevede una piena fumata bianca che il collegio dei sindaci potrebbe dare per tutto il CdA, Laneri compresa, e un “proseguite la strada che state percorrendo”. La seconda prevede l’esatto opposto. E la fumata nera, è inutile negarlo, riguarderebbe proprio l’amministratore delegato, la Laneri, tanto voluta da Crocetta. In questo caso l’incarico cadrebbe immediatamente rispedendo a casa la “Signora dello Sheraton” a prescindere dal fatto di aver lavorato bene o male in questi 50 giorni di reggenza. Se così fosse, chi ha fatto il suo nome (leggi Crocetta) avrebbe dovuto studiare per tempo, e meglio, i requisiti di un’imprenditrice che non andava mandata allo sbaraglio.  Ma c’è anche una terza possibilità, forse un po’ anomala ma non totalmente fuori dal mondo. Il Collegio, infatti, potrebbe non esprimersi pienamente né domani né mai, ma rimandare la patata bollente – che gli è stata lanciata dal CdA – all’assemblea dei soci. Potrebbe, infatti, dire di non saper dirimere la questione e non prendersi questa responsabilità.

Gli scenari di questa terza via hanno le stesse sfaccettature delle luci colorate che compongono un caleidoscopio. Infinite. L’incarico dell’ad, infatti, potrebbe e dovrebbe essere riproposto con un altro nome, ma anche convergere in quello dell’attuale presidente. A patto che la Baglieri accetti di assumersi un impegno così gravoso a cui dedicarsi per i prossimi 12 o 18 mesi, mettendo da parte – per il tempo necessario – quello che attualmente ha con l’Università di Messina. Accetterebbe? Nel calderone di questa terza e ultima possibilità non è così peregrino pensare a un possibile commissariamento dell’aeroporto da parte dell’Enac.

Una cosa è certa, la riunione di oggi, con una triade per due terzi nominata dal Ministero dei Trasporto e da quello dell’Economia, è una sorta di terno al lotto. E i numeri che servono non sa scioglierli neanche Crocetta. Eppure l’unico numero su cui tutto ruota attorno è quello dell’ormai famosissimo articolo 23 dello Statuto della Sac SpA.


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