Sant'Erasmo fra degrado e progetti | Cannatella: "Presto le telecamere"

Sant’Erasmo fra degrado e progetti | Cannatella: “Presto le telecamere”

Il porticciolo di Sant'Erasmo

Federico (Fi): "Abbiamo perso l'occasione di un grande investimento privato, ora si intervenga".

PALERMO – Un porto per grandi barche, no anzi per piccoli pescatori. O in futuro per opere d’arte. Il porticciolo di Sant’Erasmo, a Palermo, non sembra conoscere pace. Un angolo di città che, in base a una convenzione approvata nel 2002 tra il la Regione e l’Autorità portuale, sarebbe dovuto diventare un punto turistico con 272 posti per imbarcazioni, negozi specializzati, servizi di assistenza ai diportisti e sistemi di raccolta delle acque reflue. Una seconda vita che sarebbe stata trasformata in realtà grazie all’apporto dei privati, pronti a investire metà dei 16,3 milioni di euro necessari, ma che è rimasta solo sulla carta, con il porto oggi dismesso e preda degli abusivi.

A ottenere la concessione sarebbe dovuta essere l’azienda Research, che nel 2007 ha presentato un progetto vagliato e emendato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, dal ministero, dalla sovrintendenza ai beni culturali e da quella del mare, dall’agenzia delle dogane e altro ancora. Ma nel 2012, ben 5 anni dopo, la società ha gettato la spugna, come riferisce il ministero delle Infrastrutture in una risposta all’interrogazione della deputata di Forza Italia Gabriella Giammanco: impossibile iniziare i lavori per i ritardi del ministero nella concessione della Via e del Comune per il rilascio dell’intesa. Passati gli anni, inoltre, i costi sono aumentati (fino a 33 milioni) e così la società ha intentato anche causa, costringendo l’Autorità portuale a pagare di tasca propria i costi di progettazione.

“Purtroppo alcune associazioni si sono opposte – dice il presidente dell’Autorità Vincenzo Cannatella – è stata un’occasione persa, su indicazione della nostra Avvocatura abbiamo anche pagato le spese di progettazione”. Inoltre il Comune a guida Orlando non ha mai condiviso l’idea di trasformare Sant’Erasmo in un porto turistico: “Il porticciolo è gestito dall’Autorità – dice l’assessore Giuseppe Gini – si dovrebbe ripulire e dragare. Noi ci siamo occupati di sistemare delle panchine nell’area limitrofa di nostra competenza, ma abbiamo chiesto che ci venga affidata la gestione. Noi comunque non ci faremmo un porto turistico che sarebbe più grande della Cala, ma un punto per i pescatori recuperando la tradizione”.

“Col Comune pensiamo di bonificare la zona, ma non faremo il dragaggio perché non pensiamo di usarlo come porto – continua Cannatella – creeremo aree ideali per una passeggiata e con l’Università indiremo un bando rivolto agli studenti per dei progetti che poi verranno premiati. Dopo questa fase, passeremo all’eventuale concessione. Affidare a un privato l’area, così come fatto con il Nautoscopio o il parco della salute, eviterebbe il degrado e comunque attiveremo a breve la videosorveglianza. Abbiamo anche ricevuto la richiesta di un artista che vorrebbe esporvi le proprie opere nell’ambito di Manifesta, nel 2018”.

“Il porto di Sant’Erasmo – dice il consigliere comunale di Fi, Giuseppe Federico – potrebbe essere sfruttato e potenziato e diventare un punto di collegamento per la costa Sud alla città, ma ad oggi vive solo una situazione di degrado e abbandono. La deputata Giammanco ha riacceso i riflettori su questo angolo di città che resta abbandonato, nonostante gli annunci di interventi di recupero rimasti solo sulla carta. Abbiamo gettato al vento l’opportunità di un grande porto e oggi il Comune e l’Autorità non sono nemmeno d’accordo su cosa fare di Sant’Erasmo – continua Federico – la nostra paura è che tutto resti così com’è chissà per quanti anni ancora, privando i palermitani di un posto incantevole che potrebbe essere anche uno stimolo per la nostra economia”.

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