PALERMO – Preoccupati per i rumors della scorsa settimana, un gruppo di lavoratori interinali della Sas ha “occupato” la sala riunioni della nuova sede in piazza Castelnuovo. Da giorni si susseguono le voci per cui, il loro posto sarebbe in bilico. Proprio per questo stamattina hanno deciso di presentarsi negli uffici della società partecipata della Regione per cercare di ottenere qualche rassicurazione dal presidente del collegio sindacale Francesco Malfitana, che al momento ha la guida dell’ente dopo l’addio di Sergio Tufano, ex presidente del Consiglio di amministrazione.
“Siamo riusciti a raggiungerlo telefonicamente – ha detto il sindacalista e dipendente Gaetano Tarantino – e l’unica notizia certa resta l’assemblea dei soci che dovrebbe svolgersi il 28 giugno”. Ma i dipendenti le rassicurazioni le aspettano dall’assessore all’Economia Gaetano Armao e dal presidente della Regione Nello Musumeci: “Il presidente aveva preso un impegno preciso in campagna elettorale – hanno detto molti degli occupanti –. Ci aveva assicurato che avrebbe trovato una soluzione definitiva al nostro problema. Proprio per questo oggi siamo qui, per chiedere un incontro formale con lui e con Armao”.
Questi dipendenti, infatti, al momento sono in un limbo: continuano a prestare servizio in ospedali ed enti pubblici ma, a causa delle cause perse in secondo grado, potrebbero essere rimossi dai loro impieghi. “Fino ad ora tutti gli altri dipendenti che hanno fatto causa, in Cassazione hanno sempre vinto – ha spiegato Tarantino – quindi troviamo assurdo creare questo caos e mettere in agitazione tanti dipendenti. Inoltre, mandando via noi, la Regione dovrebbe sostituirci con altri lavoratori presenti nell’albo dei dipendenti delle società liquidate o fallite, albo nel quale poi dovremmo rientrare anche noi in quanto ex dipendenti dello stesso genere di azienda. Un circolo vizioso che si potrebbe evitare”.
Proprio in questo senso un altro gruppo di dipendenti dello stesso bacino ha voluto fare alcune precisazioni per cercare di placare la tempesta che si è scatenata in questi giorni: “L‘ex amministratore della Sas (Sergio Tufano, nda), supportato dai legali della società – ha sottolineato Elisa Sicurella – ha già chiarito che un eventuale licenziamento dei lavoratori avrebbe portato al collasso della società sia per un danno economico in caso di sconfitta in Cassazione, sia per i disservizi che si sarebbero creati nei vari enti con cui la Sas ha stipulato le convenzioni. Inoltre in un tavolo politico sindacale con l’azienda si è concordato che per le ragioni di cui sopra i lavoratori dovevano rimanere in servizio fino alla decisione della Cassazione. Oggi a distanza di un anno, a supporto di quanto già deciso, il Parlamento siciliano ha approvato una norma per definire la chiusura di tutti i contenziosi. Non si capisce pertanto tutto questo allarmismo”.
Insomma, adesso la palla passa alla Regione che dovrà prendere una posizione nei confronti di questi lavoratori e nei confronti della società. Un primo step potrebbe essere proprio la nomina dell’amministratore.

