ALCAMO – Scoppia l’ennesimo scandalo sullo smaltimento dei rifiuti. Stavolta nel Trapanese. Sotto inchiesta sono finite otto persone. C’è pure l’ex senatore del Pd, Nino Papania, indagato per corruzione. Avrebbe ottenuto posti di lavoro in cambio dei mancati controlli sulla gestione dello smaltimento dei rifiuti nei comuni della provincia di Trapani.
Un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo coinvolge Orazio Colimberti, direttore Area Sud della società Aimeri Ambiente; Salvatore Reina, capo dell’impianto di Trapani gestito dalla stessa società; i responsabili della Sicilfert di Marsala: Michele, Pietro e Caterina Foderà; Gregorio Bongiorno, amministratore della Agesp, sub appaltatrice per conto della Aimeri Ambiente nell’ambito dell’Ato Tp1 “Terra dei Fenici” ; Salvatore Alestra, direttore generale prima e liquidatore poi della società “Terra dei Fenici.
Tutti rispondono di omissione di controllo e violazione delle norme in materia ambientale e hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini. Secondo l’accusa, non sarebbero stati smaltiti a dovere i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata in una sfilza di comuni del Trapanese: Alcamo. Buseto Palizzolo, Calatafimi, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Favignana, Marsala, Pantelleria, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice. I rifiuti, differenziati dai cittadini, sarebbero stati ammassati nel centro di compostaggio gestito dalla Sicilfert a Marsala.
La posizione più delicata è quella di Alestra, Colimberti e Papania che, in concorso fra loro, sono pure accusati di corruzione, concussione e omissione in atti d’ufficio per non avere vigilato sul corretto smaltimento dei rifiuti fra il 2010 e il 2012. In cambio dei mancati controlli avrebbero chiesto e ottenuto posti di lavoro. La posizione di Papania è stata stralciata. Il procuratore aggiunto Maria Teresa Principato e i sostituti Maurizio Agnello e Carlo Marzella hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari di inoltrare al Senato la richiesta di utilizzare le intercettazioni delle conversazioni di Papania. Secondo l’accusa, il parlamentare avrebbe ottenuto l’assunzione di numerose persone “a lui gradite e da lui segnalate”, tra cui “Santina Calvaruso, Elisa Cucchiara, Giovanni Crimi, Giuseppe Cristina Ciaramella, tale Oddo, Giuseppe Barresi, Giacomo Renda, Antonino Di Maria”.
Papania si dice “sorpreso per la notizia. Non mi è stato comunicato di essere indagato. Sapevo che un avviso di garanzia era stato notificato ad altri, ma non a me. Mi riservo di replicare quando conoscerò gli atti”. Papania, avrebbe fatto pesare il suo ruolo di parlamentare per intervenire, dietro richiesta di Colimberti, sul direttore dell’Ato Alestra e far sì che quest’ultimo smorzasse i controlli sul lavoro della Aimeri. In cambio, sia Papania che Alestra, avrebbero ottenuto assunzioni alla Aimeri. Non sono gli unici guai giudiziari per Papania, indagato dalla Procura di Trapani per un presunto caso di voto di scambio in occasione delle ultime elezioni amministrative ad Alcamo. L’indagine scaturisce da quella in cui l’ex parlamentare risulta parte lesa per via di alcune intimidazioni subite. Papania fu oggetto di attentati da parte di soggetti impiegati nella campagna elettorale che avrebbero preteso garanzie per essere assunti presso l’Aimeri.
“Alestra è estraneo ai reati ambientali che gli vengono contestati – spiega l’avvocato Massimo Mattozzi -. Visto il suo ruolo di direttore non è responsabile di eventuali ipotesi di inquinamento”. Sulla presunta corruzione, il legale taglia corto: “Sono ipotesi inesistenti. Lo dimostra il fatto che è stato Alestra ad applicare delle pesanti sanzioni penali alla Aimeri. E soldi sono stati decurtati dai pagamenti eseguiti dall’Ato in favore della stessa Aimeri”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la tesi difensiva di Colimberti, già coinvolto in alcune inchieste giudiziaria ma a Palermo quando era dirigente all’Amia: “Stiamo valutando la possibilità di fare rendere interrogatorio al nostro assistito – spiega l’avvocato Valentina Castellucci -. Non ci sono gli estremi per la contestazione di reati ambientali visto che Colimberti non aveva alcun ruolo operativo nel controllo dei rifiuti conferiti. Sulla ipotesi di corruzione riteniamo che basti citare il fatto che esiste un contenzioso civile per le pesanti penali applicate alla Aimeri. Altro che corruzione”.
Adesso spetta al gip decidere se chiedere al Parlamento l’autorizzazione ad utilizzare il materiale probatorio che riguarderebbe Papania. I carabinieri del Nucleo tutela ambiente che ascoltavano le conversazioni di Alestra e Colimberti si sono imbattuti in 13 conversazioni e 69 sms dell’ex senatore. Nel maggio 2013 nel corso di una perquisizione negli uffici della Aimeri sono stati sequestrati dei documenti da cui emergerebbero le indicazioni delle persone che Papania avrebbe chiesto di assumere a Colimberti.
Respingono le accuse anche Reina (l’avvocato Paolo Paladino spiega che “l’indagine dura da tempo, mentre il presunto coinvolgimento di Reina è emerso da qualche settimana. Siamo certi per il ruolo che rivestiva che non ha avuto alcuna responsabilità, ma ci riserviamo di esprimere la nostra posizione dopo avere letto tutti e 19 faldoni delle indagini”) e i Foderà (“Ogni volta che i camion trasportavano rifiuti non conformi – spiega l’avvocato Giuseppe Cavasino – hanno rispetto indietro i camion impedendo il conferimento. Se nel loro impianto che fa compost arriva plastica e non umido per loro rappresenta un costo. Ecco perché dimostreremo la loro estraneità alle contestazioni”.
Nell’inchiesta, solo per i presunti illeciti ambientali, è coinvolto anche Bongiorno, presidente degli industriali di Trapani, che con la sua Agesp ha ottenuto alcuni lavori in sub appalto dall’Ato: “Ho chiesto di essere sentito dai magistrati – spiega Bongiorno – con la convinzione di potere dimostrare la nostra estraneità. Se il cittadino getta la plastica fra i rifiuti inorganici la selezione diventa impossibile”.

