PALERMO – Il governatore della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato per la giornata di domani, giovedì 8 ottobre, una giunta con “provvedimenti urgenti”. In molti pensano, dopo le dichiarazioni di Minardo, che si possa arrivare alle dimissioni ma se ne saprà di più nella giornata di domani.
Intanto dall’opposizione, mentre si cerca una tregua, arrivano “inviti” a dimettersi.
Barbagallo (Pd): “Speriamo non sia l’ennesima infornata di nomine”
“Schifani convoca la giunta di governo ‘per i provvedimenti più urgenti’. Speriamo fortemente che domani non ci sia l’ennesima infornata di nomine per occupare poltrone. Per la Sicilia c’è una sola urgenza: le sue dimissioni”, dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
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Catanzaro (Pd): “La Sicilia non sia merce di ricatto politico”
Anche Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico, incalza: “La Sicilia ha bisogno di essere governata, non può essere usata come merce di ricatto per personalismi e interessi di partito. Quello che sta avvenendo in queste ore è allarmante: mentre l’Isola affonda tra mille emergenze, il presidente Schifani sembra avere un’unica ossessione, ottenere la propria ricandidatura. E per raggiungere questo obiettivo mette sotto pressione partiti e deputati della sua stessa maggioranza, con il rischio concreto di paralizzare il Parlamento e l’intera azione di governo”.
“In politica – prosegue Catanzaro – è normale che ci siano scontri e divergenze di vedute. Ma quando si ha la responsabilità di governare una Regione, l’interesse dei cittadini deve venire prima di tutto. A palazzo d’Orléans sta accadendo esattamente il contrario: il presidente si chiude nel suo bunker, concentrato sugli equilibri interni alla coalizione e sul proprio futuro politico, mentre fuori da quelle stanze i siciliani devono fare i conti con una crisi profondissima che sta colpendo economia, imprese e occupazione. Al di là dell’inadeguatezza amministrativa, della totale mancanza di azione e di visione politica del suo governo e delle vicende giudiziarie che continuano a investire esponenti del centrodestra, ultima in ordine di tempo quella che riguarda Armao, già questo comportamento, privo del minimo senso di responsabilità istituzionale, sarebbe più che sufficiente per trarre le conseguenze. Schifani – conclude Catanzaro – faccia finalmente l’unica cosa utile per la Sicilia: si dimetta”.




