CATANIA – Sciopero nazionale dei lavoratori del commercio. “Contratto” è la parola che si sente risuonare più spesso dentro i locali dell’Auchan di San Giovanni La Rena, dove si sono dati appuntamento i dipendenti di diverse realtà commerciali etnee iscritti alla Filcams e lungo la via Etnea dove, invece, hanno manifestato i lavoratori della Uiltucs e della Fisascat Cisl. La protesta è stata organizzata in contemporanea in tutta Italia per la tutela dei lavoratori di Federdistribuzione, della distribuzione cooperativa e di Confesercenti. Tra le aziende interessate ci sono Coop, Auchan, Rinascente, Sma, Metro e Ikea. Sul piatto della bilancia c’è il mancato rinnovo dei contratti nazionali di settore che ha subito uno stop in seguito a lunghe (oltre venti mesi d’incontri) trattative che hanno visto consumarsi un confronto tra aziende e sindacati. La situazione è ferma su un binario morto. “Ai fini di un presunto recupero di produttività, ci chiedono un inaccettabile arretramento rispetto a conquiste dei lavoratori da sempre presenti in contratto: scatti di anzianità, passaggio automatico di livello, permessi retribuiti e distribuzione dell’orario di lavoro”, scrivono in una nota i segretari generali di Uil e UilTucs Catania, Fortunato Parisi e Giovanni Casa. “Vorrebbero, inoltre, peggiorare il criterio di calcolo del trattamento di fine rapporto e introdurre deroghe automatiche al contratto nazionale per la rete vendita Sud qualora vi siano criticità di bilancio (gabbie salariali)”, aggiungono i sindacalisti.
A pesare è anche la pratica (“ormai all’ordine del giorno”) di tenere aperti ventiquattr’ore al giorno gli esercizi commerciali. I lavoratori non sembrano intenzionati ad arretrare. “Siamo qui in massa a scioperare per il rinnovo contrattuale al ribasso di salario e diritti, ci viene chiesto di accettare il pagamento dei festivi come se si trattasse di giornate normali di lavoro. Coop richiede l’abbassamento delle maggiorazioni dei festivi, dei domenicali e del notturno e deroghe per il Sud Italia”, spiega Valentina Ruffino rappresentante sindacale della Filcams e lavoratrice dell’Ipercoop di Gravina. “Noi non ci stiamo e non siamo più disposti a fare sacrifici: le nostre braccia, le nostre gambe e il nostro intelletto valgono tanto quanto le braccia, le gambe e l’intelletto dei lavoratori Coop della Lombardia o del Piemonte”, argomenta Ruffino. “Non siamo più disposti a fare sacrifici”. “Proprio ieri si è chiusa una fase di licenziamento che coinvolge 1500 persone. L’azienda, nonostante tutto, cerca di incentivare il licenziamento volontario: noi chiediamo il ripristino immediato del tavolo di trattativa e un contratto adeguato”, dice Alessandro Munzone, rappresentante dei lavoratori Filcams etnea dell’Auchan. In assenza di segnali positivi, le sigle sindacali hanno in programma una nuova giornata di sciopero unitario per il 19 di questo mese.

