GELA (CALTANISSETTA) – Un destino tragico, beffardo. Stefano Ascia, 17 anni è l’ennesima vittima della statale 115 Gela – Licata. Un incidente in sella al suo scooter gli è costato la vita, proprio nel giorno in cui era la vita a festeggiarlo. Stefano avrebbe spento oggi 17 candeline. Il giovane stava tornando da Manfria, la zona balneare di Gela, dove la famiglia possiede una casa, dove pare, fosse andato a prendere una giacca che avrebbe voluto indossare per la festa di stasera.
Tutto si è consumato nel giro di pochi minuti. Erano le 13:30 circa. L’impatto, la ruota del suo ciclomotore che perde l’aderenza con l’asfalto, viscido per la pioggia, lo schianto con un’auto che viaggiava sulla stessa strada. E per Stefano non c’è stato nulla da fare. Per l’amico, insieme con lui sulla Vespa fratture multiple alla gamba e al bacino, lesioni e traumi in diverse parti del corpo. Entrambi indossavano il casco.
Ancora da chiarire perfettamente la dinamica dell’incidente. Secondo una prima ricostruzione, effettuata dalla Polizia, i due giovani viaggiavano in direzione Gela, quando all’altezza del Km 258, poco prima di Montelungo, hanno impattato contro una Ford Fiesta, scivolando per la viscosità dell’asfalto. Erano già alle porte di Gela. L’amico che guidava il mezzo a due ruote – stando alle prime testimonianze – avrebbe tentato di frenare, ma la manovra gli è stata impossibile. E la vittima che viaggiava seduta dietro, ha urtato contro l’auto finendo rovinosamente a terra. Sarebbe morto sul colpo.
Stefano Ascia lascia una sorella Federica, 19 anni e i genitori: Rosario e Rita che hanno appreso la tragica notizia a Sassuolo, dove si trovavano per motivi di lavoro. Per questo motivo si era trasferito nella casa della nonna. La Procura ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità. La notizia si è diffusa in città nel giro di pochi minuti lasciando sgomenti amici e familiari. La salma è stata trasferita nel cimitero di contrada Farello.
Tanti i messaggi che rimbalzano sui social network e sul profilo del giovane Stefano. Gli amici lo ricordano come un ragazzo “solare, amante della vita e del mare”. “Lo ritrovavo tutte le estati nel lido di Manfria – racconta Kevin, sconvolto per quanto accaduto-. È li che abbiamo fatto amicizia. Mi veniva a trovare sotto l’ombrellone e nei momenti di noia condividevamo qualche or insieme sotto il sole”. Pochi mesi fa, proprio nei pressi del luogo dell’incidente di oggi, perse la vittima Crocifisso Emmanuello, un commerciante di Gela.

