AGRIGENTO – Scoppia il caso Girgenti acque. Dopo il dossier realizzato dall’ex amministratore delegato Carmelo Salamone, è stato il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, a dichiarare ieri, in conferenza stampa, le inadempienze della società e il presunto caso per cui, con i soldi delle bollette pagate dagli utenti, vengono saldati gli stipendi di dipendenti di società terze.
“Sono emerse dichiarazioni allegate al verbale di Girgenti acque discusso nell’ultima riunione – dice il sindaco – che richiedono un accertamento dal punto di vista penale e per cui ognuno si deve assumere la propria responsabilità. Sono venuti alla luce fatti per i quali a carico della società, concessionaria di un servizio pubblico vengono ribaltati i costi di società private con la naturale conseguenza che a pagare questi costi siano i cittadini. Per questo motivo questa settimane si è avuto un aumento delle tariffe che abbiamo constatato. La situazione verrà presentata a chi di competenza, ma anche la Regione siciliana dovrà chiarire chi dovrà gestire il servizio idrico e deve spiegare il motivo per cui se l’acqua è un bene pubblico la sua fornitura venga gestita da privati. Per questo motivo ho deciso la rescissione del contratto con Girgenti acque”.
Quanto è emerso dalle dichiarazioni di Zambuto porterà enormi conseguenze nella società che da molto tempo fornisce la rete idrica della città di Agrigento e di molti paesi della provincia. La parola passa adesso alle indagini che rileveranno se le accuse del sindaco di Agrigento hanno un fondo di verità.

