Davanti gli occhi ha ancora quelle immagini: la tromba d’aria che arriva dal mare e, in maniera veloce, tira dritto verso la scuola dove lei fa l’insegnante ed è una delle due referenti della scuola media. Nel pomeriggio di venerdì 9 ottobre Ilenia Amato, 43 anni, di Marsala, è rientrata a casa dopo essere stata quasi cinque ore in ospedale per stare vicino ai suoi alunni e per un controllo medico personale. Lei, come altri suoi colleghi, ha vissuto “qualcosa che non auguro a nessuno succeda, perché vedi la morte”: la tromba marina che ha attraversato il versante sud di Marsala, investendo in pieno il plesso ‘Alcide De Gasperi’ di contrada Terrenove.
“Tutto è successo intorno alle 9,10 – racconta all’ANSA – dalla finestra della classe al primo piano che si affaccia verso il mare con i miei 27 alunni abbiamo visto queste due trombe d’aria a mare e, siccome sono cose insolite, li abbiamo pure filmate. Poi, però, ci siamo accorti che il vortice nero si avvicinava verso di noi. Così gli alunni hanno iniziato a urlare, piangere, io ho chiuso le serrande della finestra e ho invitato tutti a rimanere seduti”.
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“Quando la tromba marina ha investito il nostro plesso – ricostruisce la professoressa – abbiamo sentito la forza del vento che sradicava finestre, rumore di vetri rotti e quel suono cupo, potente e violento del vento. Tutto è durato poco più di due minuti, sono sembrati interminabili”.
“Dalla classe ci siamo poi spostati nel corridoio – aggiunge – e ricordo che alcuni alunni si sono rannicchiati tra di loro e io mi sono messo sopra a ripararli”. I ragazzi che sono stati condotti al pronto soccorso dell’ospedale di Marsala sono stati già tutti dimessi. “Ora è necessario pensare al futuro e allo stato d’animo e psicologico dei nostri alunni – conclude Ilenia Amato – non sarà facile”.




