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Nelle intenzioni del governo regionale si giustifica questa proposta, per evitare lo spopolamento interno delle aree rurali e dare un impulso economico alle eccellenze locali..Questo nuovo Cammino di Santiago si dovrebbe inserirsi in concorrenza o in integrazione con gli altri 3 più famosi "cammini di San Giacomo" quello Spagnolo.Francese e Portoghese, che vedono percorrerlo da milioni di pellegrini. . Da quel che leggo "il nostro" in 5 anni sono stati registrati 5 mila "pellegrini." vale a dire che 2,7 persone che ogni giorno . Questo sforzo economico sia in fase di realizzazione sia in fase di manutenzione del percorso visti i numeri di pellegrini ne vale tanto sforzo ecomico? Vale la pena spendere qualche milione di euro non solo per l'avvio ma anche la periodica manutenzione ogni anno delle tasse dei siciliani per un percoso lungo quanto l'autostrada Palermo -Catania.non solo per avviarlo ?
Maggioranza perfettamente in linea con il proprio elettorato per il quale la democrazia è ormai, anzi è sempre stata, un inutile orpello
De Luca è una continua delusione ma come si fa a candidare un Lentini che pur di avere un seggio rinnega la sua fede politica. Questo è il livello della politica siciliana. De Luca va acquisendo i trombati della politica come puoi vincere le elezioni con queste premesse da ex elettore di DeLuca mi sono ricreduto e provo rabbia per avere disperso il mio voto.
Il m'abbutta di questi mediocri politici navigati e mestieranti, Palermo non si merita questa gente che fa della politica un mestiere. Tra i consiglieri ci sono quelli e sono molti che ci campano sono più spicciafacende che politici di razza. Chi li votano sono i quartieri popolari e anche nella Palermo bene conoscenti e amici per fare loro un favore di dare il seggiolone e cosa più grave candidano anche i loro figli e nipoti. Vergognatevi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Tutti nomi giusti per straperdere!


Mi pare che anche D’ Alema non avesse la laurea.
“…e che i bandi non s’INTERROMPINO”!
Grande avv. Tinaglia, io me la sono appuntata per non dimenticarla.
Tipo lo stridere del gesso sulla lavagna.
Mi ricordo ancora quando, in classe, si faceva la “gara di verbi”.
Cose antiche…
Intanto, «Andrea Camilleri (ancora) contro Matteo Salvini (che definisce): “Un perfetto gerarca di Mussolini”.»
Camilleri, nel fare le sue invettive, sembra un personaggio del suo Montalbano. Un Catarella scricchiato e munnato. E come quella sua macchietta messa ad arte nelle trame poliziesche, per screditare la Polizia di Stato (uno che, nonostante i lustri di servizio, non riesce mai ad aprire la porta della stanza del suo capo senza sbattervi contro o senza farla sbattere contro il suo stesso stipite e si esprime in modo trogloditico, se non è uno sfottò, che cos’è?) agisce nella vita. Mentre è il suo Montalbano invece che si muove dentro una nuvola di irrispettosa prosopopea e nei confronti dei colleghi e nei confronti della naturale catena di comando, corta o lunga che possa essere. In linea forse con la tradizione dei racconti polizieschi, ma divenendone inevitabilmente, nello sviluppo di quelle storie dall’atmosfera retro, lui sì, un esempio di quella spavalderia di cui facevano sfoggio i gerarchi fascisti. Forse, Camilleri, per rendersi conto delle stronzate (nel senso di comportamento scorretto) che dice, dovrebbe fare una capatina nella sua Porto Empedocle e, dopo aver sentito i suoi compaesani, in quel bagno di umiltà, ravvedersi.
Tutto questo articolo, tutta fuffa, per concludere, di fatto, il panegirico di Zingaretti. La poteva fare meno lunga. Andrew
Oramai si vede un complotto dovunque, un cristiano scrive due parole su di un argomento “alto” nel suo noto stile, se cioè il legame diretto tra laurea e/o successo sia ancora reale o ci sia anche un altro di avere quel successo di cui sopra,senza per forza il “pezzo di carta”, e il simpatico Andrea vede l’esaltazione di Zingaretti.
Forse l’amico estensore nella foga antiPD non ha letto anche :” Penso ai commendi acidi, corrosivi, talvolta spietati, … di analogo tenore, per Luigi Di Maio.
Scoperto l’arcano, Tinaglia vuole restare con due piedi una scarpa e parla bene di tutti, o forse, più semplicemente ha solo scritto un gradevole e scanzonato articoletto…
Ma rilassarsi mai?
E’ piacevole vedere montalbano ma è vero che i romanzetti sempre uguali di camilleri fanno riferimento a un mondo che non esiste, montalbano ricorda infatti gerarchi fascisti nei modi e camilleri presenta una visione macchiettistica sia della mafia che della polizia, stando attento a non toccare la politica a lui vicina. Non si può dire certo che scrive male ma è lontano anni luce sia dal livello delle opere che anche dall’impegno e dalla statura morale di Leonardo Sciascia, che pure era di sinistra ma non per questo chiudeva il cervello in un cassetto quando si trattava di maltrattare il PCI.
In Italia come in una volta in URSS, a sinistra in genere hanno sempre comandato i gerarchi di partito, mentre gli intellettuali veri e non un tanto al chilo sono sempre stati osteggiati. Per gli amici e per i parenti poi un posto in parlamento, in rai o all’università si è trovato sempre. Non che a destra sia diverso, ma almeno non negano l’evidenza e invece del gerarca di partito comanda il padrone.
A me l’articolo è piaciuto e mi ha pure divertito, io ho sempre considerato il pezzo di carta un risultato più per se stessi, che per gli altri, da Gramsci ad oggi ne abbiamo fatto di strada e l’intellettuale organico di Gramsciana memoria è definitivamente scomparso; ma chissà se questo è un bene!!!
Mai visto Camilleri, preferisco altro.
“Dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimi di persona vi mandano questo perché il giovanotto è uno studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo. Punto, punto e virgola. Punto, punto e virgola”.
Massì, ma a che serve una laura ? Se l’avrebbi presa, non fosse cambiato niente nela mia vita.