E’ morto poco dopo il suo amico Andrea Camilleri. Il cui genio aveva contribuito a far conoscere e apprezzare grazie alla felicissima trasposizione televisiva dei romanzi del commissario Montalbano. Alberto Sironi, regista della fiction più amata dagli italiani, è morto a 79 anni. Lombardo di Busto Arsizio, si era formato alla scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano. „Alla fine degli anni ’90 il grande amore con il Commissario Montalbano, di cui era diventato regista. Era stato proprio lui a scegliere Luca Zingaretti come protagonista.
Quante volte ci siamo mandati a quel paese, quante volte hai cucinato per noi, quante battaglie abbiamo condiviso, quante scene abbiamo riscritto, quante volte ci siamo detti ok, quante volte mi hai compreso, mi hai appoggiato, mi hai confortato, Quante volte hai minimizzato dove gli altri avrebbero ingigantito. Sei stato l’unico regista che quando davi motore cominciavi a raccontare le barzellette. Gli altri chiedevano il silenzio, tu raccontavi di Alberto Sordi”. Luca Zingaretti affida al suo profilo Instagram – postando anche una foto che li ritrae insieme sulla spiaggia, mentre camminano in abiti primaverili – il suo commovente e sentito addio ad Alberto Sironi, regista di tutti gli episodi della serie tv Il Commissario Montalbano sin dal 1999, morto ad Assisi a 79 anni. “Quanti bicchieri di vino, quante chiacchierate – prosegue Zingaretti, che fu scelto per interpretare il commissario di Vigata proprio da Sironi – quante confidenze. Quante volte abbiamo fatto fronte comune. E che sapienza! Tanta parte del successo tv dei nostri film è tuo. E non lo dico adesso che non ci sei più, l’ho sempre urlato. Non te lo hanno detto abbastanza, non te lo hanno riconosciuto abbastanza. Ma lo sapevano tutti”. “Che sapienza, che cultura – prosegue l’attore – che simpatia, che leggerezza, che signorilità, che gentiluomo eri. Quante volte, se riconoscevi che avevo ragione, hai detto ‘ok, la tua idea è migliore facciamo come dici tu’ senza sentirti minimamente sminuito, perché avevi un animo grande. Perché ci stimavamo e ci volevamo bene. In poco tempo è la seconda volta che piango un complice di questa avventura – sottolinea ancora l’attore, alludendo alla scomparsa di Andrea Camilleri, morto il 17 luglio scorso – che ci accomuna da tanto tempo. È penoso, è duro, è proprio un anno di merda! Addio amico mio!”.

