PALERMO – “Nei nostri libri c’è scritto Palermo in copertina”. Così Antonio Sellerio, direttore editoriale dell’etichetta che ha pubblicato larga parte dell’opera di Andrea Camilleri e non solo, ha rivendicato la sicilianità sempre al centro dei progetti, anche futuri, della casa editrice che dirige dal palco degli Stati generali della cultura de Il Sole 24 Ore a Palermo.
“Lo stare in questa città è stato determinante e lo è tutt’ora. Crea enormi problemi, difficoltà pratiche perché siamo banalmente lontani dalla maggior parte dei lettori, visto che in Sicilia si legge il 4% dei libri – ha detto -, siamo lontani dai grandi giornali, da tutto il mondo editoriale, dalla distribuzione”.
Ma, ha proseguito, proprio l’essere in Sicilia “ha consentito una certa originalità che permane ancora adesso. Noi siamo molto più forti nella narrativa italiana che in quella straniera. E, credo, che uno dei motivi sia che noi coi nostri autori abbiamo un rapporto diretto e quotidiano”.
Sellerio ha concluso: “c’è una specificità siciliana di Sellerio. Siamo orgogliosi che nel nostro catalogo, pur essendo una vocazione internazionale, la Sicilia continua ad avere un ruolo centrale. Pur avendo ancora ampliato il nostro orizzonte nazionale e avendo lavorato sull’internazionale, abbiamo continuato e continueremo a dare spazio alla Sicilia”.

