Shoah, Lorefice: "Senza memoria rischiamo nuova ondata di antisemitismo"

Shoah, Lorefice: “Avremmo dovuto negare ogni forma di violenza”

"Senza memoria si rischia una nuova ondata di antisemitismo"

PALERMO – “Noi siamo una generazione che avrebbe dovuto rinnegare la guerra, i nazionalismi, la xenofobia, il razzismo, l’antisemitismo, ogni forma di violenza. E invece, proprio a motivo della perdita di memoria della Shoah e del conseguente insorgere di fronti negazionisti, questi nefasti eventi tornano a invadere i nostri giorni rendendoli cupi, forieri di paure, di divisioni e di odi. E la conseguenza è proprio la diffusione di una nuova ondata di antisemitismo, mentre si paventa, addirittura, la possibilità di utilizzo di armi nucleari e, dunque, di una guerra totale”. A dirlo è l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice.

“Fare memoria della Shoah, dei sei milioni di ebrei assassinati nei campi di sterminio nazisti, è più che mai urgente. Senza memoria non è possibile sapere da dove si proviene, a che punto è giunto il cammino dell’umanità e verso dove si è diretti“.

“Per questo – innanzitutto – non bisogna perdere la memoria del male che ha flagellato e devastato la Casa comune nel secolo passato”.

Ecco, allora, che per monsignor Lorefice “occorre guardare in faccia il male e riconoscerlo. Indignarsi, denunciarlo e bandirlo. Oggi, invece, si tenta di mascherarlo di razionalità, di ineluttabilità; di blandirlo, di giustificarlo. Di negarlo. Si torna a pianificare la violenza con stragi di inermi e a razionalizzare la guerra che distrugge intere regioni e popolazioni, civili inermi, soprattutto donne e bambini, anziani e ammalati. A riarmarsi di armi sempre più micidiali e perniciose”.

“Le guerre tremende e insensate in atto nella Casa comune e, particolarmente, i conflitti a ridosso dell’Europa, lambenti le cinque sponde del Mediterraneo – tragico teatro di respingimenti e di lager per gli uomini e le donne in mobilità dall’Africa e dal Medioriente a motivo delle povertà e delle guerre – sono anche conseguenza e radicalizzazione di questo principio dell’egoismo che ha trovato, nel secolo scorso, avidi cultori e – conclude Lorefeice -, oggi, nostalgici e agguerriti seguaci, propagatori di un humus di odio, di risentimento e di fatti impensabili di violenza”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI