Sicilia, arrivano le cartelle per l'"acqua". Diana: "Bisogna annullarle"

Siccità, arrivano le cartelle per l'”acqua”. Diana: “Bisogna annullarle”

Le parole del presidente del consorzio Arancia Rossa Igp

CATANIA – Emergenza siccità in Sicilia, la beffa per gli agricoltori: sono arrivate le cartelle per il pagamento dell'”acqua” che i consorzi di bonifica hanno erogato a singhiozzo. Acqua spesso salata, come spiega Gerardo Diana, presidente del consorzio Arancia Rossa Igp. Ecco cosa chiede alla politica. L’intervista.

I consorzi di bonifica vi hanno presentato il conto?

“Oltre alla siccità c’è un’ulteriore beffa. Alcuni consorzi di bonifica hanno inviato gli avvisi di pagamento per le quote di miglioramento fondario del 2023, anche se acqua, in alcuni casi, non ne abbiamo avuta, in altri c’era solo un turno rispetto ai 5 dell’anno precedente. Ma l’acqua era molto salata essendo prelevata dal fondo della diga. Noi non abbiamo potuto usufruirne perché i portainnesti degli agrumi non la tollerano. Ma ci sono stati chiesti esosi contributi da pagare”.

Di che cifre stiamo parlando?

“Ci sono imprese che hanno 20 mila euro o 200 mila euro da pagare, in base all’estensione delle aziende e alla tipologia delle colture. In un’annata così noi dobbiamo capire che la programmazione ha un suo tempo, ma noi siamo come persone che hanno avuto un incidente gravissimo e dobbiamo andare in terapia intensiva. Abbiamo bisogno dell’ossigeno e delle cure per sopravvivere”.

Cosa prevedete?

“Noi abbiamo un’intera stagione irrigua da gestire, perché l’estate dovrebbe iniziare il 21 maggio, ma stanno per arrivare i 37 gradi. E non sappiamo come affrontarla. Non sappiamo che portata abbiano i nostri pozzi, i laghetti aziendali, non possiamo essere fiduciosi”.

Di cosa avete bisogno?

“Abbiamo bisogno di ristori immediati. Primo intervento a carico della Regione: annullare immediatamente questi pagamenti, non sospenderli. Noi non siamo in condizione di pagare perché in estate dovremo utilizzare queste risorse per alimentare con l’energia elettrica l’estrazione dell’acqua, sempre più profonda e difficile da trovare. Poi ci sono anche la potatura e la concimazione, per garantire un’arancia di qualità”.

Cosa è accaduto alla commercializzazione degli agrumi?

“La campagna appena trascorsa è stata in due fasi. Fino ai primi di febbraio siamo riusciti a commercializzare le arance, ma quando sono entrate in ballo quelle di piccolo calibro, con i consumatori abituati a comprare con gli occhi, il prezzo è stato ridotto. Tuttoi è finito alle industrie e temiamo per l’anno prossimo”.

Dal punto di vista pratico la siccità cosa sta provocando agli agrumeti?

“Grande stress, perché la pianta ha bisogno di acqua e abbiamo ormai capito che l’acqua dell’irrigazione serve per mantenere le piante in vita, ma la grandezza del frutto dipende dalla pioggia. Il nostro è un mestiere in cui viviamo tutto l’anno al fianco della pianta e della natura”.

La prospettiva è che possa essere a rischio anche un’irrigazione di sopravvivenza

“Per fortuna gli agrumicoltori sono eroici, anche a costo di prolungare i turni per garantire i litri necessari alla pianta. Ma in questo momento ci vogliono azioni immediate, e adesso non possiamo permetterci di pensare al futuro”.

Che messaggio invia alla politica?

“C’è un’agricoltura del privato che va a una certa della velocità, poi c’è la politica che è troppo lenta. Noi dobbiamo correre tutti nella stessa direzione e dobbiamo lavorare nella stessa direzione”.

Siccità, gli aggiornamenti

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