Amministrative, alleanze e derby: la posta in gioco in Sicilia

Amministrative, alleanze e derby: la posta in gioco in Sicilia

Occhi puntati sui quattro comuni capoluogo di provincia chiamati alle urne: Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani.

CATANIA – Amministrative: i giochi sono fatti. La sfida si accende nei centoventotto comuni siciliani chiamati al voto il 28 e il 29 maggio. Le comunali isolane sono un antipasto in vista del banchetto delle Europee del prossimo anno e l’attenzione dei commentatori sui principali match è massima. 

L’indice di gradimento del Governo Schifani

La posta in gioco è alta soprattutto nei quattro comuni capoluogo di provincia chiamati alle urne: Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani.  Il voto sarà un banco di prova importante per il centrodestra siciliano e per il presidente Renato Schifani che ha indossato i panni del mediatore per tenere insieme la coalizione legando a doppio filo il voto nei comuni maggiori all’azione del governo regionale. 

Un esempio evidente è il casus belli nato in quel di Trapani con tanto di ultimatum all’assessore Mimmo Turano che potrebbe passare sotto le forche caudine del rimpasto di giunta. In realtà, qualche altra defezione, soprattutto nei comuni più piccoli, rispetto al dogma del centrodestra unito si registra. Ad esempio a Licata (qui i cuffariani corrono in solitaria), Acireale, Piazza Armerina e Modica. 

Il derby Forza Italia-FdI e l’incognita Calenda

Il voto sarà un banco di prova anche per il nuovo corso di Forza Italia targato Schifani-Caruso che si gioca la partita per ottenere il primato di primo partito dell’isola. Un match impegnativo che Fratelli d’Italia giocherà con pari impegno (e con l’aiuto del vento in poppa dell’indice di gradimento nazionale). Le comunali sicule sono anche un’ottima cartina di tornasole per capire cosa verrà fuori dalla diaspora del naufragato Terzo Polo.  Le scelte di renziani e calendiani sono prevalentemente di natura civica, ma si registra l’operazione catanese (benedetta da Carlo Calenda) di alleanza con il centrodestra: i candidati di Azione saranno candidati nella lista civica del candidato di centrodestra Enrico Trantino.

De Luca: alleanza a geometrie variabili

Anche Cateno De Luca gioca una partita di alleanze a geometrie variabili: dalla corsa solitaria a Catania e Siracusa passando per il sostegno al civico Cassì a Ragusa fino all’alleanza con il Movimento Cinquestelle a Trapani. Tra gli esperimenti che potrebbero diventare veri e propri laboratori politici per i prossimi appuntamenti elettorali ci sono i modelli Licata-Carlentini-Modica: un’alleanza che vede insieme le forze d’opposizione al governo regionale Pd, M5S, De Luca (e liste civiche).

Fronte Progressista: lotta per la leadership

Anche nel centrosinistra si respira aria di derby tra Pd e Cinquestelle per ottenere la leadership del neonato Fronte Progressista. I pentastellati vorrebbero sfatare la maledizione delle amministrative dimostrando di potere competere anche su questo terreno. I due partiti nel frattempo cementano la loro alleanza (allargata alla sinistra e ai movimenti civici) a Catania e Siracusa provando a scacciare via il fantasma delle divisioni last minute delle scorse regionali. 


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