Sicilia, la rabbia e l'odio: auguri per il 2026

Sicilia, i giorni della rabbia: ecco l’augurio per il nostro 2026

Le offese nei social. La denuncia dell'assessore. Gli errori della politica
L'ANNO NUOVO
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Veniamo da un anno di rabbia e di odio, anche in Sicilia. Le guerre del mondo sono particolarmente cruente, inarrivabili per atrocità. Noi abbiamo la fortuna di osservare un cielo stellato, senza bombe, sopra le nostre teste. Ma lo riempiamo di parole che mettono in circolazione veleni.

Basta scorrere i social per rendersene pienamente conto. L’invettiva ha l’esclusiva, dentro e fuori la politica. La critica non è mai soltanto severa. Non ci si accontenta di censurare, secondo schemi propri, si va oltre, sul personale, trasformando l’avversario in un bersaglio di contumelie. Sono tendenze virulente che annotiamo nel dibattito pubblico della nostra regione.

Il discorso di Mattarella

In un contesto ampio, il discorso nitido del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha, come sempre, centrato il punto.

“Se ogni circostanza diviene pretesto per violenti scontri verbali – ha detto il Capo dello Stato -, per accuse reciproche, di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza polemica, non si esprime una mentalità di pace, non se ne costruiscono le basi”.

Le offese social

L’assessora Giusi Savarino, di recente, ha raccontato quanto faccia male la protervia del web: “Ricevo sui social una valanga di messaggi che hanno superato ogni limite: insulti sessisti, offese gratuite sulla mia persona, diffamazioni gravi che mettono in discussione la mia onorabilità professionale e personale. Commenti che attaccano il mio aspetto fisico, che mi riducono a volgari stereotipi di genere, che mi insultano come donna prima ancora che come assessore. Un fiume di odio e di volgarità che non si ferma davanti a nulla”.

Ha ricordato il presidente della Regione, Renato Schifani, nel suo video di auguri per il nuovo anno: “Avverto il dovere di richiamare tutti a un dibattito pubblico più sereno. Troppe parole dividono e avvelenano il confronto. La Sicilia ha bisogno di dialogo, anche fermo, dialettico, ma sempre rispettoso. Chi ha responsabilità pubbliche deve dare l’esempio”.

Un appello che condividiamo. Troppo spesso si indulge alla tecnica di requisitorie estreme che inquinano e non servono a nessuno. Le idee diverse, o le sacrosante denunce di una disfunzione, non hanno bisogno dell’aggiunta di un carico violento.

A proposito di opinioni. Durante la conferenza stampa di fine anno, il governatore ha presentato numeri che tratteggiano il rilancio dell’economia siciliana, senza dimenticare le tante criticità risapute. I numeri, si sa, sono testardi nella descrizione precisa di un fatto. Sarebbe, di conseguenza, auspicabile tenerli a mente, per dare concretezza al livello di una riflessione politica altrimenti aleatoria.

Il sorriso di Fratel Biagio e di Paul

La pace vera, delle parole e dei gesti: ecco il nostro augurio per il 2026. Ci appoggiamo a una foto che mostra il carissimo Biagio Conte e il carissimo Paul, entrambi, purtroppo, scomparsi.

Il sorriso del missionario in saio e sandali non era mai una rinuncia alla battaglia per i più fragili. Fratel Biagio ci ha insegnato, oltre al resto, che decisione e mitezza convivono nell’anima dei giusti. I fantasmi della rabbia e dell’odio non affermano un principio: al contrario, lo sviliscono. Riusciremo a capirlo, prima o poi? Sapremo costruire, da siciliani, pensieri e relazioni nel segno del bene di tutti?

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