Prima danno le autorizzazioni e poi c'e' lo scontro fra le cose inutili.

Prima danno le autorizzazioni e poi c'e' lo scontro fra le cose inutili.
La mafia ha rialzato la testa. Sempre più sfacciate.
Oggi c'è una foto a piè di pagina nella prima di la Repubblica, foto già vista online, che più del titolo (Narcolessia - quando la politica si assopisce) ci racconta “il prima” del risveglio del presidente Schifani, del sindaco Lagalla, e ci fermiamo qui, sul “luogo comune”(?) mafia e i suoi covi o ex covi. I giornali inglesi hanno suonato la sveglia, come Der Spiegel 50 anni fa. Uguali uguali le reazioni. Beh! Ogni male... Solo per rimanere alle cose di casa nostra, lo scandalo Cefpas e quello allo Zooprofilattico proprio di questi giorni non avevano sortito risvegli con dichiarazioni. Così vanno le cose, però è vero: hanno tutti ragione, ma forse gli inglesi non hanno tutti i torti.
Le mafie senza la politica non sarebbero niente.
Bravo
Naturalmente se la controparte è d’accordo…..
Si capisce il messaggio…..
Per me va a finire che si ci va per baciarsi….ottima idea pubblicitaria ma la parola obbligo però non è in regola con un gesto d’amore…
Primi anni ‘60. Lui e lei, appena ventenni, palermitani a Roma. Quella mattina s’erano dati appuntamento in via Quattro Fontane. Il saluto fu affettuoso, concluso con un bacio che li fece sorridere perché, diversamente da quanto in quei momenti sperimentavano, a Palermo due persone non si sarebbero baciate o scambiate effusioni in una via del centro a meno di provocare imbarazzo e occhiatacce. O chissà cos’altro.
Sì perché l’obbligo era proprio di non baciarsi per non incorrere, addirittura, in un oltraggio al pudore.
Certo i codici erano uguali a Roma e a Palermo, ma l’aria del Continente era certamente diversa.
Se sessant’anni dopo ci ritroviamo a soppesare la parola obbligo, e quindi a pretendere che un bacio sia manifestazione di due libere volontà(?), ecc., forse può essere d’aiuto ricordare che un bacio non è una promessa di stupro.