Il caso di Simona, pallavolista morta in piscina: caso verso l'archiviazione

Simona, pallavolista morta in piscina: la procura chiede l’archiviazione

Simona Cinà
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Per i giudici la giovane è morta per un incidente. I familiari si oppongono
PROCURA DI TERMINI IMERESE
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PALERMO – La Procura di Termini Imerese ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte la giovane pallavolista Simona Cinà morta in una piscina di Bagheria, nel Palermitano, nella notte tra l’1 e il 2 agosto del 2025 mentre era in corso una festa di laurea. Secondo i magistrati il decesso sarebbe stato un incidente. E a sostegno di questa tesi citano l’assoluta mancanza di ferite e che la ragazza aveva un tasso alcolico elevato.

I familiari di Simona Cinà hanno sempre contestato la ricostruzione che possa essere morta annegata. Ma per la Procura la tesi dell’omicidio non reggerebbe anche perché sarebbe stato impossibile per gli oltre 30 presenti alla festa non accorgersi di una colluttazione.

La richiesta è stata depositata dal procuratore Angelo Cavallo nella segretaria del Gup che deve ancora fissare l’udienza per la decisione.

I familiari di Simona si oppongono all’archiviazione

“Siamo amareggiati, addolorati e sconcertati dal fatto che, a un anno dalla tragica morte della nostra amata Simona, la Procura di Termini Imerese sembra dirci, in sostanza che è morta per una tragica fatalità. Era andata felice a una festa. Ci è stata restituita senza vita, e dopo un anno gli inquirenti non sono stati in grado di dirci davvero cosa sia accaduto”. Lo dicono Luciano Cinà, Giuseppa Corleone, Gabriele e Roberta Cinà, familiari di Simona Cinà la giovane morta in piscina durante una festa di laurea a Bagheria un anno fa.

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“Noi non possiamo accettare una risposta così deludente. Un anno di indagini, mesi di perizie, proroghe su proroghe, per arrivare a dirci che Simona è morta perché è annegata nella piscina attorno alla quale festeggiavano e ballavano decine di persone. Questo lo sapevamo dal primo giorno – aggiungono i familiari – Quello che chiedevamo alla Procura di Termini Imerese era una spiegazione plausibile di come sia possibile che una ragazza piena di salute, sportiva ed esperta nuotatrice, sia morta annegata in piscina solo per aver bevuto qualche drink in più. E come è possibile che ciò accada quando, secondo quanto dichiarato dagli stessi amici presenti, Simona era stata con loro, vicina a loro, fino a pochi minuti prima del ritrovamento? Ci può credere qualcuno, a parte la Procura di Termini Imerese? “.

“Per questo – concludono – ci opporremo con fermezza a questa archiviazione”.


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