Sindaco di Cinisi dimissionario: "Ormai siamo carne da macello"

Sindaco di Cinisi dimissionario: “Ormai siamo carne da macello”

Cosa c'è dietro la decisione di Giangiacomo Palazzolo
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Il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo, si è dimesso. Lo ha annunciato con un post su Facebook. “Per amore del mio Paese, per i miei cittadini, per tutti i consiglieri comunali, per tutti quelli che si sono spesi per la comunità e lo faranno nei decenni successivi – ha scritto – ho deciso di rimettere il mio mandato di sindaco al prefetto di Palermo al fine di comprendere se vi sono le condizioni per proseguire la sindacatura garantendo la dignità ed il prestigio di chi si occupa della cosa pubblica”. Il mandato di Palazzolo, che ha aderito al movimento Azione di Carlo Calenda, scade nel 2024 ed essendo già al secondo mandato non è più ricandidabile.

Una questione di dignità, dunque. Parole pesanti?
“Mi sento offeso nella dignità di sindaco. Il mio ruolo non ha alcuna credibilità istituzionale”

In cosa lo ha riscontrato?
“In tanti episodi. Ho fatto sapere a chi di dovere che ci sono delle anomalie amministrative, che ritenevo la mia incolumità e quella della mia famiglia potessero essere a rischio. Nessuno è intervenuto a mia tutela”.

L’hanno minacciata?
“Non entro nel merito perché non vorrei che ci si concentrasse sulla sola mia figura di sindaco. Sono i miei atti amministrativi, le mie denunce che sembrano avere un canale secondario. Ho denunciato, verbalmente e per iscritto, furti di acqua e la sparizione di pratiche di sanatorie. Che fine hanno fatto? E poi si indaga sulla base di lettere anonime sulle pensiline abusive dei consiglieri. Ok, abbattetele e in fretta queste pensiline, ma può l’anonimato avere una corsia preferenziale rispetto alle denunce di un sindaco? E gli anonimi fioccano”.

Tipo?
“Ne ho visti tanti in sette anni: dai contatti con la mafia americana agli interessi nel settore dei rifiuti. Lettere anonime contro di me, gli assessori e i consiglieri. Quando ho denunciato l’occupazione di un bene da parte di un familiare del boss Gaetano Badalamenti un carabiniere che lavora nella nostra stazione ha messo in dubbio sui social la mia credibilità. La verità è che chi fa politica a livello locale è ormai diventato carne da macello, non abbiamo più alcuna dignità istituzionale”.

Dimissioni irrevocabili?
“Chiederò di essere sentito dal prefetto. Serve una voce autorevole che restituisca la dignità che meritiamo di avere”.


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