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Schifani non pensa al voto anticipato, in fin dei conti è sempre un anno accansato, pensa alla rielezione del 2027, l'argomento è quello di sempre, che ripeterà pari pari l'anno prossimo: “Se interrompiamo il percorso rischiamo di perdere quanto costruito”, e per maggiore chiarezza parla di opere che si potranno concludere nel prossimo o prossimi quinquenni o mai, succede, e lui ci vorrà essere. Insomma una continuità che fa rima con eternità. Del resto Schifani si picca di essere stato “chiamato”. Questo farebbe ridere, manca la voglia se manca l'acqua, se manca l'aria per il fuoco che brucia case e foreste e la terra è sicca.
Apprendi se ti unisci all'ex sindaco sei alla frutta.
Ovviamente i leghisti vogliono disconoscere quanto disposto dall'Ars. Per loro leggi e regolamenti non esistono!
È passato mezzo secolo, più o meno, da quando alcuni hanno cominciato a prospettare un futuro di liberazione dal lavoro. Quei sociologi avevano visto giusto, ma a guardarsi attorno non si riesce a scorgere con che cosa il lavoro sia stato sostituito. E allora sarà come scriveva una decina d'anni fa Stefano Massini (“Lavoro” - Il Mulino) “quando tutto il tempo è libero non è una vittoria della libertà, è la disoccupazione”. E con l'IA tutto peggiorerà. Intanto con i salari bassi, grazie anche al fatto che il tempo pieno tende a diventare un'eccezione, i datori di lavoro respirano. Ma ai lavoratori basterà una... svolta?
Ecco un altro pronto a candidarsi alla regione, anche se le prospettive di farlo come presidente sono ormai ridottissime Per il nostro bene, ovvio, si adatterà anche a servire la Sicilia come deputato.
