PALERMO – Riqualificare il sistema di illuminazione cittadino: è questa la sfida da affrontare dalla prossima amministrazione comunale prima del nuovo anno. Ben 20mila impianti, concentrati soprattutto in periferia, si basano sulle lampade a mercurio, una tecnologia vetusta che a partire da gennaio 2018 sarà ufficialmente fuori norma e quindi non più in commercio. Quasi tutti gli impianti delle periferie di Palermo si basano proprio su questo tipo di illuminazione. Per affrontare la sfida oggi il vicesindaco Emilio Arcuri ha presentato a Villa Niscemi due proposte arrivate da due differenti aziende private che potrebbero affiancare, dopo regolare gara pubblica, il Comune nel complesso processo di messa in efficienza e ammodernamento degli impianti di illuminazione sia nelle periferie che nel centro storico.
La Easylumen, startup di Rimini sul mercato da due anni ma che ha alle spalle un colosso come la Metasystem Group, è promotrice del progetto per l’ammodernamento e la riqualificazione dei 18mila impianti luce a mercurio dislocati nelle periferie palermitane: “In due o tre anni – ha detto il direttore operativo dell’azienda di Rimini Giuseppe Lombardini – potremmo intervenire su questi impianti obsoleti che risalgono al dopoguerra. Non andremmo a sostituire l’intero palo, ma semplicemente andremmo a modificarlo. La sperimentazione è stata già avviata l’anno scorso e ha dato i risultati sperati”. L’intervento nel complesso ha un costo di circa 30 milioni di euro: l’amministrazione comunale investirebbe 5 milioni di euro reperibili dai fondi Pon Metro, l’azienda metterebbe il resto: circa 25 milioni di euro che la Easylumen recupererebbe con una convenzione ventennale con il Comune. “L’ammodernamento degli impianti porterebbe ad un dimezzamento delle spese per consumi – ha sottolineato Lombardini – in base alle stime si tratterebbe di un milione di euro l’anno. Senza considerare l’importante risparmio energetico. La convenzione inoltre prevederebbe la sostituzione di 8mila pali e sostegni, nuovi impianti interrati e la manutenzione e ammodernamento di tutte le cabine”.
Mentre il progetto dell’azienda di Rimini è già dettagliato e quasi pronto alla gara, quello che andrebbe ad intervenire sul centro storico è in fase embrionale. A presentarlo Marco Gattola della Ghisamestieri, azienda di Forlì da anni attiva nel campo dell’illuminazione pubblica. Compagnia già nota all’amministrazione comunale guidata da Orlando: negli anni ’90 si era già occupata dell’illuminazione del centro città. “Il nostro progetto andrebbe ad intervenire sui pali esistenti – ha detto Gattola – andremmo ad implementare le strutture dotandole di una serie di servizi aggiuntivi come videocamere, ripetitori per il wi-fi e diffusione sonora. Un intervento volto in un’ottica di smart city dove la raccolta dati diventa fondamentale – ha spiegato il dirigente di Ghisamestieri – ma altrettanto importante è anche garantire un innalzamento del livello di sicurezza e un’implementazione di servizi aggiuntivi per i cittadini e turisti”. “La nostra esigenza era quella di non farci trovare impreparati e garantire ai cittadini un’illuminazione stradale efficiente – ha detto Emilio Arcuri – Non si può certo basare l’illuminazione cittadina sulle scorte che si hanno in magazzino. Le lampade a mercurio presto non saranno più in commercio e in quest’ottica noi abbiamo soluzioni concrete da attuare. Non è in ballo la campagna elettorale, ma la sicurezza dei palermitani”.

