PALERMO – Un laboratorio di cucito dove persone disagiate imparano un mestiere antico e nobile per reinserirsi nella società producendo valore comune, in un bene una volta a servizio di attività illecite e ambienti malavitosi. È questo il sogno della cooperativa sociale Al Revés che attraverso il progetto della Sartoria Sociale già da quattro anni realizza capi d’abbigliamento, accessori in tessuto e tante altre creazioni originali utilizzando stoffe di riciclo e coinvolgendo designer e stilisti del territorio.
Un sogno che si appresta a diventare realtà, dal momento che alla cooperativa è stato assegnato un negozio di 178 mq in via Alfredo Casella, che apparteneva all’imprenditore Antonino Buscemi, noto costruttore referente economico di Riina e Provenzano.
Per questo, giovedì 8 settembre alle 22, parte con un grande evento a Sanlorenzo Mercato la raccolta a sostegno della sistemazione del bene che diventerà la nuova sede della Sartoria Sociale, abbattendo così i costi di affitto a vantaggio del sostegno di persone svantaggiate. Per l’occasione al Mercato sarà allestita una postazione dove sarà possibile contribuire alla causa, mentre sul palco in giardino si esibiranno i Pamela Barone Trio, capitanato dalla voce di Pamela Barone, supportata da Antonio Furceri alle tastiere e Giuseppe Sinforini alla batteria. Un repertorio trasversale, che va dal jazz al pop, dai ritmi latini alla dance ’70 e ’80, dagli evergreen alle hit del momento, dai brani italiani a quelli internazionali.
Durante la serata si apriranno inoltre le iscrizioni a un laboratorio di cucito interamente dedicato ai bambini dai 6 anni in su, che, sabato 1 ottobre dalle 10 alle 13 a Sanlorenzo Mercato, potranno imparare a cucire da soli, usando materiali di recupero, pupazzi, giochi e creazioni originali che poi potranno portare via con sé.
La Sartoria Sociale ha già realizzato per Sanlorenzo Mercato i grembiuli degli operatori delle varie botteghe e altri accessori utilizzati dal personale di lavoro. E proprio all’interno del Mercato è disponibile un corner dove si possono acquistare le creazioni tessili artigianali della Sartoria Sociale, contribuendo così alla causa solidale.
Il progetto è totalmente autofinanziato e ha già accolto, formato e seguito oltre 70 utenti tra cui detenuti, immigrati, utenti di servizi della salute mentale, donne in difficoltà, giovani adulti, tossicodipendenti e adulti e minori con provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria. Gestisce un laboratorio di cucito presso la Casa Circondariale Pagliarelli, collabora con servizi pubblici, di privato sociale e aziende, e ha sviluppato laboratori di avvio agli elementi sartoriali con ragazzi down e nei quartieri popolari in collaborazione con realtà associative del territorio.

