"Sono gli uomini del pizzo" | Palermo, tutti condannati

“Sono gli uomini del pizzo” | Palermo, tutti condannati

Mafia di San Lorenzo: in 13 accusati di associazione mafiosa ed estorsione. I titolari de 'La Briaciera': "Non siamo eroi"

PALERMO – Nel novembre 2018 un’operazione dei carabinieri completò il puzzle investigativo dell’inchiesta denominata Talea. Oggi la sentenza nei confronti degli imputati. Tutti condannati. Sarebbero uomini del pizzo a Resuttana e San Lorenzo. Il giudice per l’udienza preliminare Walter Turturici ha accolto le richieste del pubblico ministero Amelia Luise.

Queste le condanne: Giuseppe Fricano 8 anni e 8 mesi, Pietro Salsiera 9 anni e 8 mesi, Salvatore Di Maio 7 anni e un mese, Antonino Siragusa 2 anni in continuazione con una precedente condanna, Antonino Tarallo 4 anni e 8 mesi, Michele Pillitteri 6 anni e 3 mesi, Mario Napoli 3 anni e otto mesi in continuazione con una precedente condanna, Carlo Giannusa 4 anni in continuazione (è l’unico a piede libero), Luigi Siragusa 4 anni e otto mesi, Corrado Spataro 4 anni e un mese. condannati anche i due collaboratori di giustizia con l’attenuante prevista per chi ha fatto la loro scelta: Domenico Mammi un anno e cinque mesi, e Sergio Macaluso 2 anni.

Cinque le estorsioni contestate commesse ai danni dei titolari della pizzeria “La braciera”, di una polleria, di un bar e di due imprese edili. Sono episodi ricostruiti grazie anche alla denunce delle vittime e alle dichiarazioni deoli collaboratori.

Riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva alle parti civili nel processo. Si erano costituiti in giudizio i fratelli Cottone, assistiti dagli avvocati Salvatore Caradonna e Antonino Di Gregorio, gli altri imprenditori, Confcommercio Palermo, il centro studi Pio La Torre, Addiopizzo, Federazione Italiana antiracket, Sos impresa, Confesercenti, Sicindustria rappresentati fra gli altri dagli avvocati Bartolomeo Parrino, Valerio D’Antoni, Fausto Amato, e Francesco Cutraro.

“Nel processo siamo risultati l’unica associazione ad aver assisto vittime di estorsione dopo un percorso di ascolto e sostegno durato un anno e mezzo accanto a chi era stato taglieggiato. – dice in una nota Addiopizzo, l’associazione antiracket che assiste le vittime delle estorsioni – Un anno e mezzo di incontri, paure, silenzi, incertezze, solitudini, ansie e preoccupazioni prima che tutto sfociasse in un racconto di anni di estorsione e in pagine di verbali di denuncia. Un racconto poi confluito nell’operazione della procura e dei carabinieri del nucleo investigativo di Palermo”. “Non siamo eroi, vogliamo lavorare. Mi dispiace che alcuni magari cerchino di cavalcare mediaticamente la loro ribellione al racket, in certi casi pensando di risollevare attività che in realtà sono solo male gestite. Non ci siamo mai sentiti soli grazie al sostegno di Addiopizzo, delle forze dell’ordine e della magistratura”, hanno commentato i titolari della pizzeria La Braciera finita nel mirino del racket.. Gli arresti di forze dell’ordine e magistrati, le denunce e le collaborazioni durante le indagini delle vittime accompagnate da Addiopizzo, – prosegue la nota dell’associazione – le loro testimonianze nel corso del processo e la sentenza di oggi rappresentano uno degli esempi migliori di come si possa lavorare per strada e nelle aule di giustizia. Va sottolineato però che a una sempre più incisiva e costante repressione portata avanti da magistrati e forze dell’ordine, non seguono ancora vigorose politiche sociali e sul lavoro, fondamentali per superare fenomeni criminali e mafiosi”.

LEGGI L’INTERVISTA AL TITOLARE DELLA PIZZERIA: “La mia ribellione al racket”


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI