Sorrentino: "Vorrei restare qui |Bel mix tra giovani e vecchi"

Sorrentino: “Vorrei restare qui |Bel mix tra giovani e vecchi”

Il capitano orgoglioso del primato in classifica e dell'imbattibilità sin qui mantenuta. Spera di rimanere in rosanero e sogna la Nazionale. L'amore viscerale per le figlie e la stima per i compagni.

PALERMO – Al momento è l’unico portiere imbattuto della massima serie, è primo in classifica e un pizzico di orgoglio non stenta a metterlo in mostra. Stefano Sorrentino spiega quella che potrebbe essere la ragione del suo magic moment: “Ho riunito le mie quattro figlie e starò con loro tutta la settimana a Palermo. Sarà la più bella dell’anno. È dura vivere a 1200 chilometri da tre delle tue bambine. Ogni domenica le raggiungo a Torino e il martedì torno a Palermo”.

Difesa di acciaio e capace di sostenere nelle prime due giornate una squadra priva di veri riferimenti offensivi. Tra i baluardi anche il Pipo Gonzalez: “L’avevo visto al Mondiale con la Costa Rica e ha stupito anche me, è fortissimo. Scherzando gli dico che gli manderò un sms quando solleverà la Champions. Arriverà in una big. Ma occhio anche a El Kaoutari e a Goldaniga che domenica ha debuttato. Può diventare uno dei più forti centrali d’Italia, ha l’umiltà e la testa giusta per sfondare. C’è un mix tra giovani di qualità e vecchi che funziona. I vecchietti come me, Gilardino, Maresca, Rigoni hanno ancora tanto da dare”. E poi c’è Vazquez: ““È fortissimo, la ciliegina sulla torta dopo le partenze di Dybala e Belotti che, per come funziona il calcio, ci possono stare. Il Palermo gira perché gira lui. Gli dai la palla e sa cosa fare”.

Tante note liete e un punto interrogativo legato al contratto in scadenza nel 2016. Il capitano rosanero chiarisce la propria posizione: “Non voglio mai essere di peso, ma spero di continuare a Palermo. Non c’è fretta, ci siederemo. Questa è la piazza più importante del Sud, è esigente, passionale – spiega in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport -. Io vivo bene a Mondello, mi vogliono bene, ho l’onore di essere capitano di un club dove è stato capitano un certo Corini. È una seconda casa ormai e forse è il futuro”.

Oltre alla squadra di Iachini, a punteggio pieno ci sono due formazioni che hanno rappresentato tappe fondamentali per Sorrentino: Torino e Chievo. “La prima è la città in cui vivono le mie figlie e la mia famiglia, il club per cui faccio il tifo e che mi ha fatto diventare professionista. Quella gialloblu è una famiglia, gestita alla perfezione dal presidente Campedelli. Mi ha riportato in Italia dopo le esperienze in Grecia e in Spagna. Dopo qualche problema con Campedelli ci siamo chiariti, c’è stima reciproca. Il Chievo vince perché ha valori umani che oggi sembrano spariti e Campedelli trasmette forza ai calciatori”.

Ma il portiere rosanero è stato protagonista anche fuori dall’Italia: “Io sono cresciuto, diventato uomo e la mia cultura è aumentata”. Infine la Nazionale: “Sarei il più felice del mondo se Conte mi chiamasse. Ma ho una sola possibilità da qui all’Europeo: far parlare il campo. Però nessun problema. Se non mi chiama mi metto davanti alla tv e faccio il tifo”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI