CATANIA – La polizia ha eseguito a Catania un’ordinanza cautelare per quattro indagati, a vario titolo, per spaccio di stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso, che dispone gli arresti domiciliari per due persone e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per gli altri due.
È il proseguo di un’indagine della Squadra mobile della Questura di Catania che ha portato all’emissione di misure restrittive per altri 22 indagati. Il gruppo, secondo l’accusa, composto da ‘giovani leve’ che agirebbe col metodo mafioso e di avere agevolato il clan Cappello-Bonaccorsi operante nella provincia etnea con base operativa al Villaggio Sant’Agata.
Leggi anche
La rissa e il concerto saltato
L’inchiesta ha trattato anche la rissa, degenerata in sparatoria, nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2022, quando alcuni ragazzi, ritenuti dagli inquirenti vicini al clan Mazzei, avrebbero impedito al un noto cantante neomelodico catanese Niko Pandetta, nipote del boss Salvatore Cappello, storico capo dell’omonimo clan rivale, di esibirsi insieme al trapper Tony Effe.
Le indagini, avviate nell’aprile 2022 e concluse nel 2024, hanno trattato anche diverse sparatorie tra esponenti di gruppi contrapposti. Dalle indagini è emersa, tra l’altra, l’espansione delle attività illecite, non limitate più al tradizionale smercio di stupefacenti all’interno di abitazioni nel quartier generale del Villaggio Sant’Agata e Librino, ma consistenti in innovative tipologie di operazioni particolarmente remunerative, basate sull’introduzione, nelle carceri dell’Isola, di stupefacenti, dispositivi telefonici e sim.




