* Aggiornamento, ore 19.39
PALERMO – Con 39 voti a favore, 15 contrari e 9 astenuti l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge di variazioni di Bilancio.
PALERMO – Alla fine di una seduta durata quasi tre ore, la commissione Bilancio dell’Ars ha esitato altri tre disegni di legge: oltre alle variazioni di Bilancio, l’aula discuterà (probabilmente non oggi) la norma stralciata dalla manovrina sulle proroghe ai contratti dei 45 co.co.co. dell’assessorato al Territorio e ambiente, un testo che prevede l’impegno di 61 milioni per la Sas che garantisce gli impegni di spesa che il governo regionale aveva con la ex Multiservizi S.p.a. – assorbita poi nella maxi partecipata – , e un ultimo ddl che incorpora tutte le norme stralciate dalle variazioni di Bilancio e che comprende anche due norme che ieri avevano tenuto banco in aula con una lunga discussione rinviata poi ad oggi, tra cui quella che stanzia 1 milione e mezzo all’associazione regionale degli agricoltori. L’aula è ricominciata: adesso si va avanti con il testo sulle variazioni.
L’emendamento sulla Sas ha creato non poche tensioni in commissione Bilancio. L’emendamento impegna 61 milioni e 387 mila euro annui del bilancio di previsione del triennio 2013-2015 per l’acquisto dei servizi della Sas S.p.a., la maxi partecipata della Regione siciliana che ha accorpato la Multiservizi, Biosphera e la Beni culturali. Quasi 47 milioni (46 milioni e 843 mila euro) per i “servizi resi in favore dell’amministrazione regionale o di altri enti regionali consorziati”, 14 milioni e 544 mila euro per il finanziamento “da parte della Regione – si legge nel testo dell’emendamento – di una quota non superiore al 62,3 percento del costo dei servizi resi in favore degli enti del settore sanitario”.
E nell’emendamento è prevista anche una misura di mobilità dei lavoratori delle società partecipate della Regione. “I contratti di servizio – recita il secondo comma dell’emendamento – stipulati dall’amministrazione regionale con le società a partecipazione pubblica totale o di controllo, devono contenere apposite clausole volte a prevedere la modifica delle condizioni contrattuali, in applicazione di norme di contenimento della spesa previste nella legge di stabilità per l’anno di riferimento o di riduzione di precedenti autorizzazioni legislative di spesa per l’acquisizione dei servizi delle medesime società, anche mediante la riduzione delle spese di personale delle società stesse”.
L’opposizione è fortemente contraria e già annuncia battaglia in aula: “Si tratta di una norma estranea alla materia contabile delle variazioni – specifica Marco Falcone del Pdl – oltre a prevedere l’importo di una nuova manovra”.

