Stop al progetto elettrodotto | Sicindustria: "Preoccupazione"

Stop al progetto elettrodotto | Sicindustria: “Preoccupazione”

I giudici stoppano il Charamonte Gulfi - Ciminna di Terna.

Consiglio di Stato
di
2 min di lettura

PALERMO – Si ferma l’iter per la realizzazione dell’elettrodotto  Chiaramonte Gulfi – Ciminna. Blocca tutto il Consiglio di Stato. Sicindustria esprime “preoccupazione” per lo stop. Di cui ha dato notizia ieri Terna con una nota in cui si legge che  “con sentenza pubblicata ieri (1.8.18) il Consiglio di Stato ha annullato per difetto di motivazione il decreto V.I.A. adottato dal Ministero dell’Ambiente – di concerto con il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali – con cui era stato espresso giudizio favorevole di compatibilità ambientale sul progetto denominato “Elettrodotto 380 kV in doppia terna Chiaramonte Gulfi – Ciminna”. Terna S.p.A si mette a disposizione dei Ministeri competenti e della Soprintendenza per fornire tutto il supporto necessario affinché possano assumere una nuova determinazione sanando il riscontrato vizio motivazionale”. 

Oggi sul tema interviene la Confindustria siciliana. Che “esprime preoccupazione per lo stop imposto dal Consiglio di Stato al progetto di Terna per l’elettrodotto Chiaramonte Gulfi-Ciminna, un’opera strategica per l’isola che interesserebbe 24 comuni nei territori di sei province, per un totale di 172 chilometri”.

“Il tema dell’energia elettrica, della sua produzione e distribuzione e del risparmio di costo nell’approvvigionamento per le imprese è centrale per Sicindustria – afferma il vicepresidente vicario, Alessandro Albanese – e, nello specifico, il progetto di Terna rappresenta una soluzione ai molti problemi industriali e di sviluppo della Sicilia. Parliamo di un investimento pari a 290 milioni di euro che coinvolgerebbe circa 60 imprese e 450 lavoratori, con 8 cantieri per 2/3 anni, ma che soprattutto permetterebbe di rendere efficiente la rete infrastrutturale regionale ed eliminare tutte quelle micro interruzioni di energia elettrica dovute a una rete di trasmissione obsoleta che quotidianamente danneggiano le imprese”. “Si tratta – spiega il coordinatore del gruppo energia di Sicindustria, Luigi Rizzolo – di un’opera che garantirebbe gli scambi tra area orientale e occidentale della Sicilia e migliorerebbe la sicurezza della rete elettrica, con un conseguente incremento della qualità e della continuità della fornitura. Ma non solo, perché permetterebbe di svincolare la fornitura di energia elettrica della Sicilia occidentale dalle centrali di produzione inquinanti e di sfruttare maggiormente e con più sicurezza l’energia messa a disposizione da fonti rinnovabili. È per questo che bloccare progetto significa negare alla Sicilia una infrastruttura essenziale sia per chi utilizza l’energia sia per chi la produce”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI