PALERMO – I debiti fuori bilancio si possono pagare anche senza l’approvazione della manovra di previsione, ma sempre dopo il via libera del consiglio comunale seppur in caso di sentenza. Il segretario generale di Palazzo delle Aquile, Fabrizio Dall’Acqua, ha scritto ieri una lunga nota indirizzata al sindaco, ai dirigenti e agli inquilini di Sala delle Lapidi per fare chiarezza sul modo corretto di procedere in materia di debiti fuori bilancio.
La Corte dei Conti ha infatti risposto ad alcuni quesiti avanzati dal primo cittadino di Palermo, stabilendo che si possono approvare anche in esercizio provvisorio. La nota dolente, per il consiglio comunale e per i dirigenti, è però che anche quei debiti frutto di sentenze esecutive vanno pagati solo dopo l’approvazione dell’Aula, dal momento che non basta una semplice determinazione dirigenziale. Un passaggio non da poco, visto che i ritardi comportano more e interessi che fanno lievitare il costo dell’operazione.
“Le esigenze di celerità – scrive il Segretario – devono essere soddisfatte attraverso una tempestiva convocazione dell’organo consiliare, al fine di impedire la maturazione di ulteriori oneri”. “Gli eventuali maggiori oneri – aggiunge Dall’Acqua – andranno ascritti al soggetto a cui può imputarsi la causa del ritardo, con conseguente responsabilità anche di tipo patrimoniale”. Secondo i magistrati contabili, il tempo sufficiente per pagare è 120 giorni, cioè 4 mesi, nei quali il dirigente del settore, ricevuta la sentenza, deve predisporre la delibera e il consiglio deliberare, dopo aver acquisito i pareri degli uffici e dei Revisori.
“Purtroppo – commenta il capogruppo del Pd Rosario Filoramo – nessuna censura arriva contro chi crea le condizioni della nascita del debito fuori bilancio. I debiti sono sempre della medesima tipologia, ossia espropri e servizi sociali obbligatori. La responsabilità è in capo alla Giunta che non provvede a stanziare le somme necessarie nel bilancio di previsione”.
Un caso eclatante è quello del debito fuori bilancio relativo al contenzioso Oteri. “Un debito certo di euro 56.695, a seguito dell’atteggiamento dilatorio di questa amministrazione, finisce per pesare euro 106.305 – dice Filoramo – continuo ad affermare che i debiti fuori bilancio sono senza controllo. Non esiste programmazione della spesa e neppure un razionale lavoro amministrativo che consenta di non sprecare tempo nell’approvazione degli atti. Penso con orrore alle cinquantacinque proposte di riconoscimento dei DFB rimasti in Presidenza del Consiglio Comunale in quanto giunti dalla Ragioneria il 31 dicembre. Ancora oggi, nonostante ne abbia richiesto copia, non conosciamo quante proposte sono rimaste in Ragioneria Generale sempre alla data del 31 dicembre 2015″.

