Stromboli, cedimento del cono vulcanico: lava fino al mare

Stromboli, crollo nell’area del cratere: cosa è successo al vulcano

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L'Ingv monitora la situazione

Un cedimento parziale di un cono vulcanico si è verificato domenica 18 ottobre nell’area craterica settentrionale dello Stromboli, nell’arcipelago delle Eolie. Il fenomeno, individuato dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha provocato una frana di materiale ad alta temperatura lungo la Sciara del Fuoco, il ripido versante del vulcano che si affaccia sul mare. Durante l’episodio, diversi frammenti di lava solidificata, accumulati in seguito a precedenti fenomeni eruttivi, si sono staccati dalla zona sommitale e sono precipitati lungo il pendio, raggiungendo la costa e le acque sottostanti.

Stromboli, il cedimento e il segnale sismico

Il movimento franoso è stato accompagnato da un segnale sismico durato approssimativamente due minuti, rilevato dalla rete di sorveglianza dell’Osservatorio Etneo. Gli esperti hanno ricondotto l’episodio al distacco di una porzione del cono nell’area nord del cratere. I blocchi di materiale vulcanico, ancora caldi, hanno percorso la Sciara del Fuoco fino al mare.

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Attività vulcanica sotto controllo

Nonostante il cedimento, le rilevazioni dell’Ingv non evidenziano cambiamenti rilevanti nel comportamento generale dello Stromboli. L’ampiezza del tremore vulcanico si mantiene su livelli sostanzialmente invariati, così come le caratteristiche dei segnali sismici legati alle esplosioni che interessano la zona sommitale. I valori acquisiti dalla strumentazione risultano compatibili con quelli osservati nelle ore precedenti. L’Osservatorio Etneo continua a seguire l’evoluzione del fenomeno attraverso la propria rete di monitoraggio, per individuare eventuali variazioni nell’attività del vulcano.

Flusso lavico in corso sullo Stromboli

Dalla mattinata di lunedì 19 ottobre è in corso sullo Stromboli un trabocco lavico dall’area craterica nord, la stessa interessata, nel pomeriggio di domenica 18 ottobre, dal parziale cedimento di un cono vulcanico. Lo rende noto l’Ingv, Osservatorio Etneo. Il flusso lavico si attesta, al momento, nella parte alta della Sciara del fuoco. Intanto dopo l’allerta, scattata ieri sera e che ha portato le sirene a risuonare a Stromboli, Ginostra e Panarea, il Laboratorio geofisico sperimentale dell’Università di Firenze rende noto che “a causa di un malfunzionamento di tutti i sensori della meda PLB (la boa ondametrica installata sotto la Sciara), il sistema di Early Warning maremoti, ha erroneamente generato una falsa allerta, attivando le sirene”.
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