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Ma cosa c'è da scegliere? Sostanzialmente di La Vardera e De Luca sappiamo che vogliono portarsi da presidenti di Regione e poco altro. De Luca dice che destra e sinistra pari sono e si tiene pronto alla chiamata da qualunque parte gli giunga. Anzi il primo (schieramento) che arriva se lo prende con tutto il cocuzzaro di uomini, partito e partitini. La Vardera dice che dal prossimo ottobre ingrana la 5a, la 6a e va anche da solo, cioè... uguale a De Luca perché sa che se rimane da solo, sulla piazza qualcuno lo trova. Insomma, De Luca e La Vardera hanno ancora (gli stessi) grilli per la testa e non è più tempo di Grilli. Chiedere ai 5stelle. Comunque, meno male che non sarà Faraone a dovere scegliere. Ma se proprio ci tiene può farsi “pioniere” deluchino. Non sarà per tutta la vita, le trovate del sindaco di Taormina durano lo spazio di un'elezione.
“De Luca è l’unico che può portare voti che non sono del centrosinistra”, ma Crisafulli è in grado di calcolare i voti che andrebbero persi se De Luca venisse candidato nel centrosinistra? *per non dire altro
Finora nel cosiddetto campolargo abbiamo visto solo dei Santa Pazienza lasciati intorno a un tavolo in attesa del biblico Ismaele, altre volte degli sfiatati Sant'Espedito pronti a corrergli dietro. Ma questa volta proprio quelli di Avs Sicilia avranno pensato Gesù, quando è troppo è troppo: il Tempio, i mercanti di destra e di sinistra (questa, poi, l'avevano già sentita) e così hanno ritrovato la parola per un invito a La Vardera: prima di ingranare la marcia per la campagna d'inverno, “sediamoci attorno a un tavolo e alziamoci solo quando saremo veramente uniti”. E Montalto e Giambrone hanno continuato affermando: “Davanti a più legittime candidature, le primarie sono l’unica strada possibile!”. Ce l'hanno fatta! Non è ancora una domanda, ma finalmente dovremmo sapere: La Vardera sarebbe pronto a rischiare nei gazebo?
Cara Daniela, ti sono vicino (come credo ti siano vicini tutti i cittadini per bene) non solo come amico del tuo compianto marito (e mio compagno di scuola) ma, soprattutto, come palermitano. Quello che è accaduto è l’ennesimo episodio che dimostra quale sia ormai il livello di degrado della città e dei cittadini (o dimoranti) a Palermo. Spero che chi ha compiuto il gesto infame sappia che rubare i fiori da una tomba dimostra solo che la sua dignità e la sua morale sono scese molto più in basso di chi ha profanato. L’unica cosa che mi consola è che T. di questo fatto ne avrebbe fatto un episodio, come era veramente bravo a fare, di una commedia del grottesco che ci avrebbe fatto di certo sorridere.
PALERMO è UNA CITTà A PERDERE

