CATANIA – Giovanni Cerami, l’imprenditore al centro dell’inchiesta della Dia sulle presunte tangenti al Comune di Aci Catena, è stato scarcerato. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame, collegio composto dalla presidente Maria Grazie Vagliasindi e i giudici Simona Ragazzi e Paolo Corda, che ha accolto la richiesta del difensore Attilio Floresta. L’indagato era detenuto agli arresti domiciliari, misura che era stata decisa dal Gip Anna Maggiore dopo l’udienza di convalida del fermo.
Al centro delle indagini della Dia di Catania, che si è avvalsa anche di intercettazioni e pedinamenti, una presunta tangente da 15mila euro che Cerami, secondo l’accusa, ha consegnato al consigliere comunale Orazio Barbagallo (ai domiciliari), che l’ha poi equamente divisa con il sindaco Ascenzio Maesano (ai domiciliari), per il rinnovo del contratto di fornitura del servizio di assistenza e manutenzione dei sistemi software e hardware del Comune di Aci Catena e l’aggiudicazione del progetto esecutivo ‘Home Care’ finanziato dall’Unione europea con 252.000 euro.

