Due diciottenni sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito delle indagini sull’aggressione a un uomo di 61 anni e al figlio di 17 anni, feriti con un’arma da taglio all’interno della loro abitazione a Milazzo, in provincia di Messina. I provvedimenti sono stati eseguiti venerdì 25 settembre dai carabinieri della compagnia locale. Uno dei due indagati era minorenne all’epoca dei fatti contestati. I due giovani sono ritenuti responsabili in concorso di “tentato omicidio”, “violazione di domicilio” e “porto di oggetti atti ad offendere”. Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e dal gip del Tribunale per i Minorenni di Messina e riguardano quanto accaduto lo scorso 2 maggio.
Tentato omicidio a Milazzo, la ricostruzione
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Sezione operativa della compagnia di Milazzo, i due giovani si sarebbero introdotti durante la notte nell’abitazione del 61enne e del figlio, dove sarebbero stati scoperti dagli occupanti. A quel punto sarebbe scoppiata una colluttazione. Padre e figlio sarebbero stati raggiunti da alcuni fendenti, riportando entrambi ferite da arma da taglio. Uno dei due indagati, secondo quanto riferito dagli investigatori, risulta già gravato da precedenti di polizia in materia di stupefacenti.
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Le indagini si sono concentrate in particolare sull’esame dei filmati registrati dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Gli investigatori hanno inoltre analizzato e comparato le tracce biologiche repertate sul luogo dell’aggressione. Gli elementi raccolti avrebbero consentito ai carabinieri di risalire ai due giovani ritenuti coinvolti nell’episodio.
L’ipotesi sul movente
Gli accertamenti hanno riguardato anche le possibili ragioni dell’aggressione. Secondo l’ipotesi investigativa, ancora da verificare nel prosieguo del procedimento, il movente potrebbe essere collegato a questioni relative all’acquisto di sostanze stupefacenti. Sulla base degli elementi raccolti e della valutazione del pericolo di reiterazione del reato, la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata da Giuseppe Verzera, ha chiesto l’applicazione delle misure cautelari. I giudici hanno quindi disposto due differenti provvedimenti: per uno dei giovani è stata applicata la custodia cautelare in carcere, mentre per l’altro, minorenne all’epoca dell’episodio contestato, è stato disposto il collocamento in comunità.
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