PALERMO – Oltre 40 scosse di terremoto nel Tirreno meridionale tra il 22 e il 23 ottobre. La Protezione civile regionale ha inviato un avviso ai Comuni delle province di Palermo e Messina, chiedendo verifiche sulla sicurezza degli edifici, controlli sulle aree di accoglienza e misure precauzionali per le strutture più vulnerabili.
Scosse di terremoto nel Tirreno meridionale: si valutano chiusure
Tra le indicazioni anche la valutazione di una sospensione temporanea delle attività pubbliche negli edifici non antisismici o maggiormente esposti al rischio.
Le scosse e i primi accertamenti
Dalla notte scorsa sono state registrate oltre 40 scosse. In considerazione della prosecuzione dello sciame sismico, la Protezione civile invita alla massima prudenza e a mantenere alta l’attenzione.
L’avviso indica una magnitudo di 5,5 per la scossa più forte, registrata alle 12.19 del 23 ottobre, con epicentro in mare. Successivamente sono state rilevate scosse di minore intensità, seguite da un terremoto di magnitudo 4.6 alle 15.55.
La prima ricognizione non ha rilevato danni, fatta eccezione per il crollo di porzioni di costoni rocciosi ad Alicudi e Filicudi, senza conseguenze.
Verifiche su scuole, ospedali e strutture pubbliche
Ai sindaci e ai responsabili delle strutture pubbliche e private viene chiesto di verificarne la sicurezza prima dell’utilizzo. La priorità riguarda scuole, ospedali, municipi, caserme, cinema e teatri, ponti, viadotti e viabilità.
Particolare attenzione dovrà essere riservata agli edifici già danneggiati o più vulnerabili e agli elementi non strutturali, come stucchi, lampadari e controsoffitti. Se necessario, dovranno essere disposte evacuazioni, sgomberi o sospensioni precauzionali delle attività.
La Protezione civile invita inoltre a valutare la sospensione temporanea delle attività pubbliche nelle strutture non antisismiche o caratterizzate da maggiore vulnerabilità ed esposizione al rischio.
Piani di emergenza e aree di accoglienza
Tra le indicazioni rivolte ai Comuni c’è anche la verifica della disponibilità e dell’accessibilità delle aree destinate all’accoglienza, insieme al controllo dei piani di evacuazione, soprattutto nelle scuole.
In caso di nuove scosse di intensità pari o superiore, dovranno essere attivate le procedure previste dai piani comunali di emergenza e i Centri operativi comunali, anche in forma ridotta. È inoltre previsto l’allertamento delle associazioni di volontariato.
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