Palermo, un torneo di calcetto in memoria degli amici scomparsi

Palermo, un torneo di calcetto in ricordo dei ragazzi che non ci sono più

Organizzato dai giovani di via Montalbo

PALERMO – Un torneo di calcetto, a Palermo, per ricordare i ragazzi del quartiere scomparsi prematuramente. È l’iniziativa lanciata in via Montalbo da Carmelo Antinori, Mattia Antinori e Claudio Lo Verde, per onorare le vite di chi, a causa di malattie, incidenti e Covid, oggi, non è più tra noi.

Il torneo

Il torneo di calcio a 5 è alla sua seconda edizione. Otto squadre si affronteranno per circa sei mesi ai campi del Mediterraneo in una competizione a gironi che le vedrà impegnate in campionato, Champions ed Europeo. 

Si scenderà in campo martedì 18 febbraio alle 20:30. Prima di iniziare a giocare, il parroco della chiesa di Nostra Signora della Consolazione, il padre eudista Josè Antonio Sabino Reyes, commemorerà i giovani con una preghiera. Subito dopo, saranno fatti volare in cielo dei palloncini bianchi.

I nomi dei ragazzi

Sono otto i ragazzi in memoria dei quali è stato organizzato l’evento: Antonino Salerno, Carlo Ruvolo, Stefano Chiarello, Giovanni Mancino, Francesco Sabella, Domenico Machi, Leopoldo Lucchese e Francesco Stassi.

“Manteniamo viva la memoria”

“È un’iniziativa che la nostra chiesa ha subito sposato – spiega padre Antonio -. Manteniamo viva la memoria di questi giovani scomparsi prematuramente così come manteniamo viva la fede nel nostro Signore Gesù Cristo, morto in croce, anche lui giovanissimo a soli 33 anni, e affidiamo alla sua misericordia la loro breve esistenza terrena. La nostra comunità – continua – si stringe al dolore dei familiari che piangono le vite dei loro cari spezzate troppo presto, consapevoli che la morte non ha l’ultima parola”.

“Pur soffrendo per il distacco – aggiunge il parroco – dobbiamo avere una fede grande come i Santi, che hanno guardato la morte con fede e Speranza. Gesù stesso ha vissuto tutta la sua vita proiettato verso la morte, sapendo che quello sarebbe stato il momento in cui avrebbe riabbracciato suo Padre”.

“Il torneo sarà solo un’altra occasione per ricordarli. In questo modo, le loro storie – conclude – vivranno attraverso altri giovani che hanno deciso di onorarli dedicandogli questa lunga, sana e pacifica competizione sportiva”.

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