PALERMO – Erano stati arrestati dopo un primo blitz antidroga che aveva scoperto in un ristorante di piazza don Bosco uno dei luoghi dello spaccio della città. Il processo in primo grado si era concluso con quattro condanne per Francesco Purì, Michele Vallone, Francesco Siragusa e Agata Fragali.
La prima sezione penale della Corte d’appello, presieduta da Gianfranco Garofalo ha assolto Michele Vallone – difeso dagli avvocati Stefano Santoro e Carmelo Cordaro – e Francesco Siragusa “perché il fatto nono sussiste”. Cade inoltre l’accusa del reato associativo per Francesco Purì, per il quale la pena è stata ridotta notevolmente, dai dieci anni a cui era stato condannato in primo grado a quattro anni e venti giorni, oltre a diecimila euro di multa.
Pena “scontata” anche per Agata Fragali, da sei anni a due anni ed otto mesi, più seimila euro di multa. Inoltre, eliminate anche le pene accessorie per la donna e Purì, per lui era stata decisa in primo grado l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma è stata stabilita la durata di cinque anni.
In base a quanto ricostruito durante l’inchiesta che ha portato anche all’arresto di Josè Ramon Castropena, condannato in primo grado a due anni ed otto mesi, la droga sarebbe arrivata dalla Spagna nel capoluogo siciliano grazie a dei corriere pronti a tutto. Anche ad ingoiare ovuli pieni do cocaina. Come nel caso di Castropena, stando alle intercettazioni, che una volta messo piede in città, per prima cosa, aveva necessità di espellere la droga che aveva in corpo.

