Omicidio Padre Pino Puglisi, i messaggi per ricordarlo

Trentatré anni fa l’omicidio di Padre Pino Puglisi, i messaggi di ricordo

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Piantedosi: "Lavorò giorno dopo giorno, con pazienza e ostinazione, per costruire un'alternativa concreta per i giovani"
IL RICORDO
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PALERMO – Il 15 settembre del 1993 la mafia uccideva, nel giorno del suo compleanno, Padre Pino Puglisi il parroco di Brancaccio che con impegno ha cercato di togliere dalle grinfie della mafia i giovani.

Nel giorno del trentatreesimo anniversario sono tanti i messaggi per ricordare il parroco.

Piantedosi: “La mafia ebbe paura del suo straordinario impegno”

“Don Pino Puglisi fu assassinato a Palermo il 15 settembre 1993. La mafia ebbe paura del suo straordinario impegno e della scelta rivoluzionaria che lo ispirava: credere nei ragazzi del suo quartiere, nella loro capacità di riscatto, nel loro coraggio di non piegarsi alle logiche della criminalità organizzata. Dopo 33 anni, la sua testimonianza continua a indicarci la strada”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un post su X ricorda Don Pino Puglisi a 33 anni dal suo omicidio.

“Il sacerdote di Brancaccio non si limitò a denunciare violenza e omertà. Lavorò giorno dopo giorno, con pazienza e ostinazione, per costruire un’alternativa concreta per i giovani, e sottrarli al sistema di potere dei clan. La sua opera ci ricorda che, insieme all’azione di contrasto dello Stato, la mafia si combatte anche e soprattutto con la cultura e la formazione delle nuove generazioni, a partire dalla scuola per creare presidi di comunità nei territori più fragili”, conclude Piantedosi.

Schifani: “Coraggio e azioni del beato Pino Puglisi indicano strada per legalità”

“Oggi più che mai gli insegnamenti del beato Pino Puglisi tracciano davanti ai nostri occhi un chiaro percorso di legalità. Per poter realizzare un cambiamento vero e duraturo, dobbiamo partire dai nostri ragazzi, dando loro concrete opportunità di formazione, lavoro e crescita. Solo in questo modo possiamo evitare che si rivolgano alle false lusinghe della criminalità organizzata”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel 33esimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, a Palermo, da parte della mafia.

“In un periodo in cui assistiamo alla recrudescenza di episodi violenti- aggiunge il governatore – il martirio di don Puglisi e il suo impegno, fatto di coraggio e concrete azioni quotidiane, rappresentano una guida per tutti noi, inclusi i nostri giovani che oggi iniziano l’anno scolastico. Un valore, quello dell’educazione, in cui il parroco di Brancaccio credeva fermamente”. 

Colosimo: “Un uomo che ha scelto di amare la propria terra fino in fondo”

“Ricordare Don Pino Puglisi, nell’anniversario della sua uccisione, significa ricordare un uomo che ha scelto di amare la propria terra fino in fondo, senza mai voltarsi dall’altra parte”, lo scrive sui social la presidente della commissione nazionale antimafia Chiara Colosimo

“A Palermo, nel quartiere di Brancaccio, Don Pino aveva scelto di stare accanto alle persone, soprattutto ai più giovani. Sapeva che offrire loro ascolto, educazione, opportunità e speranza significava sottrarli alla cultura mafiosa e restituire loro la libertà di scegliere il proprio futuro.
Il suo impegno non era soltanto quello di un sacerdote, ma quello di un uomo profondamente innamorato della sua città e della sua comunità, capace di trasformare la fede in presenza concreta, attenzione agli ultimi e costruzione del bene comune. Per questo la mafia lo ha ucciso. Don Pino aveva compreso che la vera sfida era cambiare le coscienze, soprattutto quelle dei ragazzi, e rompere il meccanismo attraverso il quale la criminalità organizzata cerca di rendere la propria presenza normale e inevitabile”.

“A distanza di anni, il suo esempio continua a parlare alle istituzioni e alle nuove generazioni. Ricordarlo significa rinnovare l’impegno per una società nella quale nessun giovane debba scegliere tra rassegnazione e illegalità, ma possa trovare nello Stato, nella scuola e nella comunità gli strumenti per costruire liberamente il proprio futuro. Don Pino Puglisi ci ha lasciato una lezione semplice e straordinaria: il modo più autentico di amare la propria terra è non smettere mai di impegnarsi per cambiarla in meglio“.

Lagalla: “Ricorda padre Pino Puglisi per produrre il cambiamento”

“Ricordare Padre Pino Puglisi, a Palermo, non significa soltanto tornare con la memoria a quella sera del 15 settembre 1993. Significa chiederci, ogni anno, che cosa stiamo facendo perché il suo esempio continui a produrre cambiamento. Padre Puglisi aveva capito che la mafia si combatte anche sottraendole terreno, costruendo opportunità là dove ci sono povertà, solitudine e abbandono. E aveva scelto di farlo partendo dai bambini e dall’educazione”. Lo dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla nel giorno del 33simo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi da parte della mafia.

“Per questo, nel giorno del suo anniversario, ha un significato particolare – aggiunge il primo cittadino – l‘aver avviato i lavori dell’asilo nido “I Piccoli di Padre Puglisi”, a Brancaccio. Un’opera attesa, che oggi diventa realtà e che rappresenta molto più di un nuovo servizio per il quartiere. Un asilo dedicato a Puglisi significa affermare concretamente che il futuro di Brancaccio comincia dai suoi bambini, dal diritto a crescere con opportunità, servizi e istituzioni presenti ogni giorno. La mafia aveva cercato di spegnere la voce di Padre Puglisi. Noi abbiamo il dovere di farla vivere non soltanto nelle cerimonie, ma nelle scelte concrete. E un cantiere che apre, proprio a Brancaccio, proprio per i bambini, è una di queste scelte”.

Russo (FdI): “Si è impegnato per dare un futuro migliore ai giovani”

“Ricordiamo con ammirazione Padre Pino Puglisi e la sua straordinaria lotta per la legalità. Padre Puglisi ha dedicato la sua vita alla comunità e, in particolare, ai giovani, impegnandosi con coraggio per offrire loro un futuro diverso da quello che la mafia voleva imporre. Con molti di loro è riuscito a costruire un percorso di speranza, dimostrando che educare, creare opportunità e stare accanto alle persone significa anche sottrarre terreno alla criminalità organizzata”. Lo dichiara Raoul Russo, senatore di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione nazionale antimafia nel giorno della commemorazione di Padre Pino Puglisi.

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“Padre Puglisi – aggiunge Russo – non si è limitato a combattere la mafia con le parole, ma lo ha fatto attraverso la sua presenza quotidiana, attraverso l’educazione e la capacità di trasmettere ai ragazzi la libertà di scegliere il proprio futuro in un quartiere come Brancaccio che si trovava in mano alla mafia, anche se oggi in questo quartiere, così come in altri della città, c’è ancora tanto da fare per fermare questa recrudescenza mafiosa. È proprio per questo che la sua figura continua a rappresentare un punto di riferimento straordinario, soprattutto per le nuove generazioni”.

“A distanza di anni, il suo sacrificio ci ricorda che la lotta alla mafia non può essere soltanto repressione, ma deve passare anche dalla cultura, dalla scuola, dal lavoro e dalla capacità delle istituzioni di essere presenti nei quartieri e accanto ai cittadini. Il modo migliore per onorare Padre Puglisi è continuare a costruire quella società libera e giusta per la quale ha dato la propria vita”, conclude Russo.


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