PALERMO- Un programma di appena quattro punti, che va dalla lotta agli incendi alla valorizzazione del corpo Forestale, passando per la qualità dell’aria e un Fondo regionale per demolire le strutture abusive. Giampiero Trizzino, già deputato regionale e presidente per metà legislatura della Commissione Ambiente, assessore designato all’Ambiente in caso di trionfo alle regionali del 5 novembre, ci tiene a dire che quello che presenta non è il “libro dei sogni”.
La sua nomina era nell’aria, dato che è il deputato più eletto nella provincia di Palermo, è arrivato secondo alle Regionarie dietro al leader Cancelleri, ma era stato a sorpresa estromesso dal “listino del presidente”, che in caso di vittoria finale assicura uno scranno a sala d’Ercole. Oggi l’ufficializzazione, alla presenza proprio di Giancarlo Cancelleri. La ‘frattura’ in questo modo sembra ricomposta. Ma non basta. Perché Trizzino fa parte dell’area intransigente, quella che si è sempre detta contro abusivismo e sanatorie. E questa nomina, dopo le parole contestate di Cancelleri su “abusivismo di necessità” e “modello Bagheria”, ha il sapore di un piccolo dietrofront.
Eppure i candidati non ci stanno: “Non c’è un cambio di linea – evidenzia Cancelleri – siamo sempre stati per il rispetto delle regole. Presenteremo un Piano casa, che in dieci anni ci porterà fuori dall’abusivismo. Perché nessuno deve essere lasciato indietro. Gli altri partiti in 30 anni che hanno fatto? Solo condoni!”. E l’occasione è quella giusta per rilanciare la richiesta di un confronto pubblico al leader del centro destra Nello Musumeci su liste e programmi, affidata stamattina a un post sul blog di Beppe Grillo: “Parla di liste pulite, ma dietro ci sono Cuffaro, Lombardo e Micciché, quelli che si sono spolpati la Sicilia. Le nostre sono certificate dai tribunali. Mi dica dove e quando. Sono pronto a incontrarlo anche a casa sua. Mi offra un caffè e mi intervisti sua moglie. Ma facciamolo”. E proprio il programma vuole essere il punto di forza dei cinque stelle. Quello per le politiche ambientali è stato messo a punto da Claudia La Rocca, autosospesa dal movimento per lo scandalo firme false, ma in corsa perché “l’intelligenza non si rottama”.
“La prima cosa da fare una volta insediato – spiega Trizzino – è quella di riorganizzare il sistema urbano e la legge urbanistica. Oggi utilizziamo strumenti vecchi di 60 anni. Elimineremo le consulenze esterne e valorizzeremo il personale interno”. Il neo assessore in pectore cita l’esempio di “Polmoni Urbani”, un progetto portato avanti anche con il contributo di privati che ha consentito di riqualificare intere zone urbane. “Lo esporteremo ovunque”. Strettamente legato a questo è il secondo punto del programma ambientale, che si concentra sulla qualità urbanistica delle strutture per le quali auspica una stretta collaborazione tra Università e Istituzioni. Ma il tema al quale Trizzino è più legato resta quello della inquinamento atmosferico: “In Sicilia manca un Piano della qualità dell’aria. È chiuso da sette mesi nei cassetti dell’Assessorato. Noi lo tireremo fuori e l’approveremo”. Anche l’Arpa è sotto osservazione, perché “sotto organico”e “così non riesce a funzionare”.
Ultimo argomento trattato è quello legato ai forestali e agli incendi che puntualmente ogni estate prendono di mira i boschi siciliani. “Non c’è un esubero di personale – chiarisce Trizzino – ma va valorizzato in base alle competenze”. E parlando di forestali è d’obbligo l’accenno a quella che i 5 stelle hanno definito una “mancia elettorale”, 80 euro, che il governo Crocetta ha elargito in campagna elettorale: “Una manovra che li mortifica”. Ma la ricetta giusta, secondo i grillini, è già pronta: svincolare la spesa per la tutela del territorio dall’approvazione della legge di bilancio. “In questo modo il personale avrà periodi di lavoro certi e continuativi”.

