PALERMO – Il nipote di don Pino Puglisi ha trovato a casa un’audiocassetta registrata dal parroco di Brancaccio, ucciso il 15 settembre 1993, a Palermo dalla mafia, nella quale il futuro Beato dice che “il testimone certe volte deve anche rischiare … io sto rischiando un po’ grosso forse, non lo so, però credo nell’amicizia”. La cassetta – secondo quanto scrive Repubblica.it – era dentro una scatola di appunti e ricordi appartenuta a don Pino e riportata nell’abitazione di piazza Anita Garibaldi, dove ha vissuto il sacerdote, acquistata dal centro Padre nostro. L’audiocassetta contiene un discorso su Brancaccio registrato, probabilmente, nel corso di un campo scuola o di un convegno.
“L’ambiente di Brancaccio è molto disomogeneo – dice don Puglisi – ambiente di mafia, però quello è forse il male minore, c’è tanta povertà, c’è tanta indifferenza. Ci sono tanti bambini che vivono in mezzo alla strada e dalla strada imparano tanto male, delinquenza, scippi, furti … un bambino dovrebbe fare la prima comunione a ottobre e dice alla catechista: ‘non la posso fare, altrimenti come ci torno a casa’. E perché? chiede la catechista. ‘Perché uno che fa la prima comunione può rubare più? E se io non porto niente a casa, mia madre mi picchia e mi manda fuori di nuovo'”. Palermo oggi ricorda il ventunesimo anniversario dell’uccisione di don Puglisi con diverse manifestazioni. Alle 18 il cardinale Paolo Romeo celebrerà una messa in cattedrale. (Ansa)

