PALERMO – Due bande avrebbero organizzato la truffa sui fondi destinati all’agricoltura. Una persona in carcere, cinque ai domiciliari, quattro divieti di esercitare impresa, tredici indagati (tra cui un notaio) in tutto e un sequestro da 900 mila euro.
Procura europea e carabinieri
Sono i numeri dell’inchiesta della Procura europea di Palermo. I carabinieri della Sezione frodi comunitarie del Comando per la Tutela agroalimentare di Roma, guidato dal generale Salvatore Altavilla, hanno eseguito le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Enna.
Oltre ad Enna gli indagini vivono e lavorano nelle province di Caltanissetta e Messina.
“Due gruppi criminali”
L’indagine, coordinata dai pubblici ministeri Calogero Ferrara ed Amelia Luise, si concentra sugli anni 2024 e il 2025. Due gruppi criminali, collegati tra loro, avrebbero gestito le domande di sovvenzione agricola per conto di decine di agricoltori, truffando l’Unione europea. Le istanze venivano preparate da un falso un Centro di assistenza agricola.
Il “falso” centro per le pratiche
Per confezionare la truffa sarebbero stati presi in affitto terreni agricoli dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), un ente pubblico italiano che sostiene il settore agricolo e facilita l’accesso ai terreni per i quali, però, non sarebbero stati versati i canoni.
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Il reati contestati sono associazione a delinquere, truffa aggravata per l’ottenimento di fondi pubblici ed esercizio abusivo di funzioni pubbliche.
I nomi
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cauteare in carcere per Pippo Steccato Vattumè; arresti domiciliari per Giuseppe Mario, Domenico e Nino Parasuco Forturella, Gianluca Billone, Antonino Iraci Fuintino. Divieto di esercitare impresa per un anno nei confronti di Giacomina Giulio Scaminaci, Santa Farinella, Vincenzo Furgone, Alfredo Napoli (il 27 ottobre 2026 il giudice ha dichiarato l’inefficacia della misura cautelare nei suoi confronti).



