Tutti i limiti del Palermo | A cominciare dal presidente

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13 Febbraio 2017, 08:30

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PALERMO – Il miracolo non è arrivato. L’Empoli, come da pronostico, perde in casa dell’Inter ma il Palermo non riesce ad approfittarne soccombendo al cospetto di un’Atalanta di livello che si aggiudica con merito la sfida disputata al “Barbera”. Netta la differenza di valori in campo tra i nerazzurri e i rosanero, questi ultimi in balia degli avversari dall’inizio alla fine. La squadra di Lopez paga gli errori di una retroguardia distratta e incapace di contrastare le avanzate degli attaccanti di Gasperini. Dopo due prove incoraggianti, i rosa tornano nell’ombra collezionando la sedicesima sconfitta stagionale e rimanendo a otto punti dalla zona salvezza. Il discorso se non è chiuso, poco ci manca: nelle ultime 14 partite serve un’impresa eccezionale per mantenere la categoria.

Il calendario, peraltro, non è alleato del Palermo. La prossima avversaria si chiama Juventus, intenzionata nell’anticipo di venerdì sera a continuare la marcia verso il sesto scudetto consecutivo. Senza dimenticare le gare contro Roma, Lazio, Fiorentina, Milan e Torino, tra le altre. In ogni caso la colpa non si può imputare alla squadra che va in campo né ai tecnici che nel corso dei primi due terzi di stagione si sono avvicendati sulla panchina rosanero. Le responsabilità vanno attribuite a una società che non ha fatto nulla per rinforzare una squadra evidentemente debole: lo strazio a cui si sta assistendo domenica dopo domenica era una conseguenza logica nonché preventivabile di quanto (non) è stato fatto dapprima in estate, dopodiché durante la finestra invernale di mercato.

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Nel frattempo Zamparini continua con il solito balletto del “cedo a…”: il 15 luglio furono i cinesi, con la parentesi Cascio nata e tramontata nello spazio di un mese. Una serie di interviste per rinviare l’appuntamento con i presunti acquirenti orientali mese dopo mese, sino all’annuncio della settimana scorsa: “A marzo cedo agli americani”. L’auspicio è che non si tratti dell’ennesima balla mediatica a cui il patron ha abituato tifosi e addetti ai lavori. Nel frattempo il “Barbera” rimane vuoto nonostante i prezzi bassi per le curve, la spaccatura con l’ambiente rimane netta ed evidente e ci si trascina stancamente verso un finale di stagione difficile da digerire e da sopportare. Tra quattro giorni si torna nuovamente in campo, vedremo se nel frattempo gli americani si faranno vivi.

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13 Febbraio 2017, 08:30

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