BRONTE – Niente da fare per la Tenenza della Guardia di Finanza di Bronte che dopo ventitré anni di servizio da giovedì vedrà definitivamente le bandiere ammainate. E stamattina è iniziato un trasloco che fino all’ultimo si è sperato di potere evitare. “La chiusura della Tenenza non è un fatto isolato – ha detto però il primo cittadino, Graziano Calanna, dopo l’ultimo incontro con il Comando Provinciale – ma fa parte di un piano di riorganizzazione nazionale che vedrà la chiusura non solo della Tenenza di Bronte ma di altri paesi in Italia”. Un colloquio avuto sabato 12 settembre e durante il quale a cadere, come riferito dal sindaco, è stata anche l’ultima speranza che il problema riguardasse il mantenimento dei locali. Locali che, se questo fosse stato il problema, sarebbero stati messi gratuitamente a disposizione dal Comune pur di mantenere “questo importante presidio di legalità”.
“Il provvedimento conclusivo che dispone la chiusura della Tenenza arriva nel luglio 2015 – ha detto Calanna – ma presuppone un procedimento complesso che è iniziato due anni fa”. “Un qualcosa che forse va nel senso di un risparmio delle spese ma sicuramente non va nel senso di una migliore razionalizzazione del sistema legalità in tutto il territorio”. Tropo tardi quindi per evitare una chiusura ormai in atto e che, come riferito dal sindaco dopo l’incontro a Catania, forse si sarebbe potuta evitare “se si fosse intervenuto due anni fa, un anno e mezzo fa”.
La competenza territoriale sarà dunque ridistribuita con Bronte, Maletto e Maniace che ricadranno sotto la Tenenza di Paternò, mentre Randazzo, Castiglione di Sicilia e Linguaglossa andranno sotto quella della Compagnia di Riposto. L’organico, comandato fino ad oggi da Alfredo Meli, sarà invece ripartito in tutta la provincia di Catania.


