Cannizzaro, giù dalla finestra| Condizioni gravi, eliminato l'ematoma

Cannizzaro, giù dalla finestra| Condizioni gravi, eliminato l’ematoma

Il bollettino delle 16 conferma che le condizioni del quattordicenne, che ieri si è buttato da una finestra del Cannizzaro di Palermo, restano gravi ma stazionarie. L'intervento chirurgico ha eliminato l'ematoma cerebrale, a preoccupare sono le condizioni del polmone. E' stato necessario praticare un drenaggio.
Palermo. Un 14enne tenta il suicidio
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Sul libro di Storia ha scritto che l’esistenza umana è inutile, senza senso: 14 anni e un ‘mal di vivere’ già insopportabile. Apparentemente sereno, bravo a scuola, forse un po’ timido: nessuno avrebbe potuto immaginare che era così determinato a farla finita. Ai compagni di classe che al termine delle lezioni gli hanno chiesto perché restava in aula ha risposto che “aspettava un amico”.

Una scusa. Perché appena rimasto solo, si è seduto sul davanzale della finestra, ha salutato i coetanei che erano giù nel cortile della scuola, il liceo Cannizzaro di Palermo, e si è lanciato nel vuoto. Un volo di nove metri e lo schianto a terra gli hanno spezzato le vertebre cervicali, danneggiato i polmoni e procurato gravissime fratture in tutto il corpo. All’ospedale Villa Sofia, dove è stato portato d’urgenza, stanno cercando di salvargli la vita. Ma le condizioni di Luca – il nome è di fantasia – sono disperate. Disperate come era lui, quando ha scelto di uccidersi. Accanto alle riflessioni su una vita che gli pareva insensata, ha scritto una sorta di testamento: un lungo elenco di giochi che avrebbe voluto lasciare ai suoi amici più cari.

L’idea infantile e tenera di un adolescente che pensa da adulto. Scriveva ovunque Luca. Sui quaderni, sui libri. Gli piaceva lasciar traccia dei suoi pensieri. Ed era studioso. “Aveva preso sette e mezzo in latino”, racconta la madre che aspetta disperata l’esito dell’intervento chirurgico insieme al marito e alla figlia maggiore. Luca è capoclasse, i compagni gli vogliono bene. Mesi fa ha avuto una fidanzata. Una storia da ragazzi. “Non so se stavano ancora insieme”, dice il compagno di banco. “Ma – assicura – era tranquillo”. Oggi era stato interrogato in matematica e non era andato molto bene. Ma secondo gli amici non se ne era preoccupato. Eppure qualcosa è accaduto. “Non può aver deciso di morire – ripete la madre – Solo una settimana fa aveva commentato la storia di un coetaneo che si era suicidato e si era chiesto come fosse possibile fare una scelta simile”. Insinua che possa essere stato spinto giù la mamma di Luca, ma le parole trovate nel libro non lasciano molti dubbi. La polizia ha interrogato gli amici, gli insegnanti. I genitori, i compagni anche quando l’indagine sarà chiusa continueranno a chiedersi: “perché”?. (Ansa)

AGGIORNAMENTO
Le sue condizioni restano gravi, ma stazionarie. Ed già sufficiente per alimentare la speranza. Il bollettino medico delle sedici conferma che l’intervento chirurgico ha eliminato l’ematoma cerebrale. A preoccupare sono le condizioni del polmone. E’ stato necessario praticare un drenaggio. I sanitari di Villa Sofia hanno riscontrato sul quattordicenne le cosiddette “finestre neurologiche”. Il ragazzo risponde con un cenno del capo alle domande dei medici.


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