“Una Finanziaria pessima | Rinascono tabella H e Cerisdi”

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22 Luglio 2014, 13:41

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PALERMO – “Nella Sicilia che muore c’è anche chi risorge: la tabella H, in primis, e Il Cerisdi, che da ‘ente mangiasoldi e da sopprimere’ diventa improvvisamente meritorio e torna a battere cassa da mamma Regione” . Si legge in una nota del Movimento cinque stelle all’Ars.

“C’è questo e poco di buono – continua la nota – nella Finanziaria licenziata dalla commissione Bilancio dell’Ars, che ancora una volta lascia alle spalle i problemi principali: sviluppo e occupazione. Niente è stato previsto anche per la cultura.  Qualcosina in direzione dell’occupazione è arrivata solo per l’impegno del Movimento 5 stelle che ha proposto un emendamento (firmato dagli altri partiti) che ha smontato la norma spot del governo dell’assegno di inclusione (per il quale non c’erano I fondi) a favore di incentivi per le imprese che assumono soggetti svantaggiati, a tempo indeterminato”.

Poche luci, quindi. “Per iI resto – continuano i grillini – il buio, o quasi, a parte il taglio alle pensioni d’oro, un vecchio cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, che Crocetta ha deciso improvvisamente di cavalcare.  E’ vero, soldi a disposizione – affermano I deputati del Movimento Cinque stelle – ce n’erano pochi. Ma il governo ha fatto di tutto per indirizzarli nella direzione sbagliata. La tabella H è una di queste. Crocetta può dire quello che vuole, ma se si finanziano enti che non hanno una legge istitutiva, come nel caso delle facoltà teologiche di Palermo Messina e Catania o dell’Ente luglio musicale trapanese (arrivando in questo caso perfino fuori tempo) non si può che parlare della resurrezione della tabella, anche se ora indossa il vestito dell’articolo 28. Evidentemente Crocetta, a dispetto di quello che dice, non riesce a smarcarsi dalle pressioni di quella che lui stesso ha chiamato casta ed è costretto a concedere qualcosa per portar a casa la Finanziaria.  Non si spiegherebbe altrimenti – proseguono i parlamentari cinquestelle – il finanziamento del Cerisdi, contro il quale Crocetta ha detto di tutto e che ora incassa qualcosa come 400 mila euro”.

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“Non vorremmo – proseguono i deputati – che le somme che dovrebbero finanziare le imprese diventino il tesoretto da cui attingere per accontentare le richieste dei vari deputati. Vedremo in aula, e speriamo fortemente di sbagliarci.  Ancora una volta il governo ha dimostrato di avere poche idee, ma ben confuse. Pretende di legiferare su cose di cui non ha nemmeno i numeri, come per le pensioni d’oro, per le quali non ha contezza sulle somme che potrà risparmiare, tant’è che siamo stati noi a fornirgli i dati.

A dimostrazione dell’approssimazione con cui questo esecutivo si muove possiamo citare la norma della società interporti, che, conti alle mano, consentirà ritorni solo fra 168 anni. Come si fa a considerare positiva quest’operazione? Eppure la norma, ovviamente col nostro voto contrario, è passata”.

Tra gli emendamenti Cinquestelle che non hanno trovato diritto di cittadinanza all’interno della Finanziaria due erano di notevole spessore: uno prevedeva l’esenzione per tre anni della quota regionale dell’Irap, per le imprese di nuova costituzione, l’altro mirava a combattere il fenomeno degli imboscati nelle Asp e aziende ospedaliere e prevedeva l’impossibilità di utilizzo del personale per mansioni al di fuori di quelle per le quali era stato assunto. Il Movimento 5 stelle comunque non si arrende. “Ripresenteremo questi emendamenti in aula”.  A peggiorare la finanziaria, secondo i grillini, è arrivato in “zona Cesarini” anche un emendamento che mira ad eliminare il referendum confermativo per i liberi consorzi, “per i quali il Movimento 5 stelle – si conclude la nota – presenterà un emendamento soppressivo in aula”.

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22 Luglio 2014, 13:41

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