PALERMO – In Sicilia va spesso peggio che nel resto d’Italia. Il primato in negativo si conferma anche per i furbetti delle case vacanza. È solo un campione, ma di certo non incoraggiante.
Da giugno ad oggi la Guardia di finanza ha controllato venticinque immobili adibiti a B&B e ad alloggi temporanei per l’estate. Diciannove erano sconosciuti al fisco. E cioè il 76 per cento, peggio del 50% della media nazionale: 895 verifiche, 450 affitti in nero. Nelle province di Palermo, Messina e Catania si è finora scoperto che sono sfuggiti alla tassazione 476.000 euro. Si tratta per lo più di seconde e terze case sfruttate per fare soldi.
Percentuali bulgare, in negativo s’intende, per il lavoro nero. Su 148 ispezioni, in 79 casi sono emerse irregolarità. Per la precisione in lidi, bar, alberghi ed altre strutture che offrono alloggi e servizi (uno di questi è il noleggio di barche e gommoni) c’erano 196 lavoratori “in nero” e 79 inquadrati con contratti irregolari. Ed ancora sono state riscontrate 40 irregolarità amministrative per occupazione di suolo pubblico e violazione delle leggi di pubblica sicurezza.
L’estate si conferma stagione di grandi affari e grande evasione. Alla necessità di manodopera si risponde attingendo al bacino di quei disoccupati disposti anche ad essere sottopagati pur di lavorare. Si vende di tutto, anche quello che non si potrebbe. Nelle località balneari sono state denunciate 127 persone, extracomunitarie e non, e sequestrati 353 prodotti insicuri, per lo più giocattoli. La filiera parte, spiegano dal comando regionale della Finanza, dai “titolari di più consistenti depositi situati generalmente nelle maggiori aree industriali e nei capoluoghi di provincia” e finisce ai venditori ambulanti.
Un fenomeno dilagante quello delle vacanze in nero. Da qui l’appello rivolto all’assessorato regionale al Turismo lanciato dal presidente regionale di Confcommercio, Francesco Picarella: “Chiediamo una seria riforma della legge sul turismo che sia più confacente alle necessità attuali, con la chiara e netta individuazione dei soggetti abilitati alle professioni turistiche secondo regole certe”. Innanzitutto si dovrebbe partire dal codice identificativo di riconoscimento per gli alloggi, i B&B e le case vacanze in Sicilia. Per quest’anno non si fa più in tempo, ma i finanzieri sono dietro l’angolo.

