Via Dusmet, "170 metri della discordia" |Pace: "Pedonalizzare crea valore"

Via Dusmet, “170 metri della discordia” |Pace: “Pedonalizzare crea valore”

La progettista illustra i vantaggi della Zrl a due passi da piazza Duomo.

CATANIA – Per 170 metri, si soli 170 metri di asfalto, da mesi si registra una aspra disputa tra “operatori economici” e sostenitori della “mobilità sana”. I centosettanta metri in questione, nel bel mezzo del centro storico di Catania, sono rappresentati dalla tormentata una striscia di asfalto che costeggiando Villa Pacini, sulla sinistra, unisce la rotatoria posta dietro al palazzo dell’Arcivescovato alla “Pescheria”. Poco più di un fazzoletto di terra, pardon asfalto, divenuto nel corso degli anni regno incontrastato dell’abusivismo.

Abbiamo chiesto all’architetto Annamaria Pace, ideatrice della proposta, che tipo di miglioramento sarebbe determinato da questa pedonalizzazione e lei spiega che “La pedonalizzazione di questo breve tratto di via Cardinale Dusmet consentirà la valorizzazione di una importante area del nostro centro storico, una maggiore sicurezza per i pedoni, una riduzione dell’inquinamento dell’area in oggetto ed un incremento delle attività sociali e commerciali. Inoltre per quanto riguarda la viabilità questo intervento consentirà un accesso più funzionale all’area. Nello specifico il flusso di veicoli, proveniente dalla via Cardinale Dusmet si dividerà secondo due direzioni. Un ramo del flusso veicolare verrebbe indirizzato verso l’ingresso al parcheggio Borsellino, posto proprio in prossimità dell’area pedonale e utilizzato da chi deve raggiungere il mercato (la “Pescheria”, n.d.r.) e Piazza Duomo. L’altro ramo sarebbe veicolato verso via Alcalà che sarebbe utilizzata da chi deve proseguire in direzione sud, da chi si dirige verso la via Plebiscito, ma soprattutto dagli operatori del mercato, che comunque si concentreranno su quell’area solo nella fascia oraria dell’attività commerciale”.

L’architetto Pace, aggiunge pure che per rendere più completa l’istruttoria di questo progetto “in questa fase sarebbe necessario redigere un progetto esecutivo in cui, oltre a specificare i dettagli tecnici di realizzazione, si dovrebbero anche stabilire le varie aree di pertinenza delle attività commerciali e di tutti i cittadini che desiderano riscoprire e vivere un nuovo spazio pubblico”.

Oggi qui posteggiatori (abusivi), commercianti (in gran parte abusivi) e automobilisti (forse, almeno quelli, non-abusivi) si contendono a suon di clacson e improperi, della peggior specie, declinati in tutte le lingue mediterranee il poco spazio a disposizione davanti alle numerose bancarelle improvvisate. Un colorito coacervo di varia umanità, mercanzie e illegalità che si autocelebra quotidianamente sotto lo sguardo distaccato dei tutori dell’ordine che avrebbero l’ingrato compito di evitare tutto ciò.

È pur vero che i drappelli di turisti più coraggiosi che osano avventurarsi in questo lembo di “terra di nessuno” qui hanno di che raccontare, e fotografare, a parenti e amici, una volta tornati in patria. Però, forse, non è proprio questa immagine poco nobile ma, ahinoi, oramai profondamente radicata negli immaginari stereotipi del turista affamato d’avventura, che la parte sana di Catania vorrebbe mostrare a chi viene in visita alla nostra città.

Le nere architetture barocche, patrimonio dell’umanità, quelle sì, secondo la progettista, che potrebbero essere il vero magnete che dovrebbe attrarre frotte di turisti verso la, oramai ex, Milano del sud. Eppure, sulla vicenda si è scatenata la polemica: in mezzo ai contendenti, commercianti da una parte e fautori della mobilità sostenibile dall’altra, a far da cuscinetto troviamo l’amministrazione comunale che ha proposto i primi trenta minuti di sosta gratuita nel parcheggio Alcalà, di prossima inaugurazione.

Ma tutto ciò non è bastato a placare l’animo di una certa parte del mondo imprenditoriale catanese, secondo cui chiudere al traffico quei centosettanta metri (sic!) di asfalto sarebbe la rovina di Catania. Ai quali si rivolge il consigliere della prima municipalità, Davide Ruffino. “Capisco le preoccupazioni dei commercianti della pescheria per eventuali danni economici – afferma – ma li invito a cambiare opinione. Gli stessi sono vittime di anni di immobilismo, dove nulla è stato fatto per aumentare la qualità della vita di quella zona, lasciando al degrado interi isolati che ad oggi risultano disabitati, e invece potrebbero essere un luogo ideale in cui vivere, ma vittime purtroppo anche dei loro stessi rappresentanti di categoria che hanno fatto si, che sul nostro territorio nascessero decine di centri commerciali che in questi anni hanno prosciugato l’economia e la vitalità del nostro centro storico. Non è delle pedonalizzazioni che bisogna avere paura – conclude . ovunque si facciano portano benessere, e in città abbiamo alcuni esempi lampanti come la via Santa Filomena, via Spedalieri, via etnea o la stessa piazza Duomo, proviamo a chiedere ai commercianti o ai residenti di queste vie se vorrebbero fare un passo indietro nel passato, eppure quando furono pedonalizzate nessuno di loro era d’accordo. Ritengo sia un’opportunità per l’intera città”.

 

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI