"Violentata fuori dalla discoteca" | Condannati due studenti

“Violentata fuori dalla discoteca” | Condannati due studenti

I due giovani, dopo essere rimasti per un periodo agli arresti domiciliari, il mese scorso sono tornati in libertà. Hanno 19 e 20 anni. La ragazza, invece, sarebbe diventata maggiorenne due mesi dopo i fatti processuali.

Palermo - la sentenza
di
2 min di lettura

PALERMO – Avrebbero approfittato della “non perfetta lucidità temporanea di una ragazza avvenente”, rimasta da “sola in un locale dove la confusione garantisce anonimato e sicurezza d’azione”. Due giovani sono stati condannati per violenza sessuale ai danni di una diciassettenne. Si tratta di Filippo Centineo (ha avuto 2 anni e 4 mesi) e Cristian Ferrara (la condanna è di due anni). Condanne tutto sommato miti. Il giudice avrà tenuto conto del contesto in cui è maturato il rapporto sessuale avvenuto al termine di una serata in discoteca trascorso dalla vittima insieme agli imputati.

I due giovani, dopo essere rimasti per un periodo agli arresti domiciliari, il mese scorso sono tornati in libertà. Hanno 19 e 20 anni. La ragazza, invece, sarebbe diventata maggiorenne due mesi dopo i fatti processuali.

Una notte del febbraio scorso i genitori le danno il permesso di andare in una nota discoteca in compagnia di due cugini. Il diktat è rientrare a casa alle due e mezza. La figlia non rincasa. I genitori chiamano i cugini che non hanno idea di dove sia finita. A quel punto il padre va a cercarla nel locale. Un buttafuori l’ha vista andare via mentre “barcollava e veniva sorretta da due ragazzi”. Al rientro a casa la ragazza è stordita. “Sono stata una scema, ho bevuto troppo – racconta alla madre – ho conosciuto dei ragazzi nel privé. Poi questi mi hanno allontanata e altri due ragazzi che non conoscevo mi hanno accompagnato a casa”.

Quattro giorni dopo la vittima si confida con la mamma. I due coetanei avrebbero abusato di lei in macchina. La minorenne racconta che quella notte era “in totale soggezione, stordita e indifesa. Mi girava tutto intorno, mi sono liberata quando ho vomitato sulla tappezzeria”. Avrebbe fatto bene a non bere, anche perché assume degli psicofarmaci. Ed invece si era ritrovata con una bottiglia di wodka in mano: “So che non devo bere, e una parte di me lo ripete sempre… purtroppo sono senza pensieri, mi diverto, sto bene, allora mi illudo che un bicchiere o due non possono farmi niente di male, ma ovviamente mi sbaglio”.

I due coetanei si offrono di accompagnarla a casa. In macchina sarebbe accaduto l’irreparabile. All’indomani la vittima converso tramite la chat su Facebook con uno due presunti violentatori, che le scriveva: “… io non sono venuto a cercarti… siamo maschietti, difficile rifiutare una ragazza che ti vuole… ti ho accompagnato a casa e cercavo in tutti i modi di renderti tranquilla perché forse dopo averlo fatto ti sei sentita in colpa”. Il gip che mandò ai domiciliari i due imputati sostenne che, anche ipotizzando la “disinvoltura (della ragazza ndr) risulta evidente che era connessa solo ed esclusivamente a quel manifesto stato di ubriachezza per altro mista ai farmaci che la ragazza aveva assunto”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI