"Voglio un addetto stampa gratis" |Bufera su Pizzo, poi la retromarcia

“Voglio un addetto stampa gratis” |Bufera su Pizzo, poi la retromarcia

Uscita infelice dell'assessore regionale alle Infrastrutture: "Cercasi giornalista. Offro una vita spericolata". Scoppia la polemica. Il presidente dell'Ordine dei giornalisti: "Lavori senza stipendio anche lui". Infine le scuse: "Non avrei dovuto scherzare in questo modo".

La polemica su Facebook
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PALERMO – Lavorare soltanto “per la gloria”. Per una “vita spericolata”. L’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pizzo, evidentemente, deve ritenere sia questo il sogno di ogni giovane disoccupato. E infatti a proporre a dei giornalisti inoccupati di lavorare gratis non è un piccolo imprenditore in difficoltà ma appunto l’esponente della giunta Crocetta. “Avendo ricevuto già diverse proposte in privato – ha scritto Pizzo su Facebook – e volendo garantire trasparenza… Cercasi addetta/o stampa rigorosamente a titolo gratuito. Sono garantite informazioni riservate e vita spericolata”.
Apriti cielo. Sul social network si sono scatenati l’ironia, il sarcasmo e, ovviamente, le polemiche. A partire da quelle lanciate in rete dai giornalisti, che al governo di Rosario Crocetta non perdonano il licenziamento in tronco dei 21 caporedattori dell’ufficio stampa. Immediata, ad esempio, la reazione del presidente dell’Ordine dei giornalisti Riccardo Arena: “Non conosco l’assessore regionale Giovanni Pizzo, autore di questo post, né, devo dire, mi interessa conoscerlo. Tanto meno mi stupisce quel che scrive, dato che fa parte del governo presieduto da un signore che finora, in due anni e mezzo di revoluciòn, ha fatto un’unica cosa concreta: cacciare i giornalisti dell’ufficio stampa e amministrare da solo, in piena autonomia e libertà e senza filtro alcuno, l’informazione dal palazzo”. Con una provocazione: “Fate sapere all’assessore Pizzo che potremmo pure metterci d’accordo, per trovare uno o più giornalisti disposti a lavorare gratis o, se vuole, pure a pagare per lavorare (ce ne sono, ce ne sono…). Vorrei però porre un’unica condizione: che anche gli assessori e i presidenti della Regione, da ora in poi, non prendano più un centesimo uno di stipendio”.
Ovviamente, però, i commenti non sono arrivati solo dai giornalisti. “Ma la gloria no?”, ha risposto Pizzo a qualcuno che gli chiedeva come poteva pensare che qualcuno avrebbe accettato la sua proposta “indecente”. Poi, tornando più serio, capita la gravità della gaffe, l’assessore ha commentato: “Io per ora riunisco un gruppo di una dozzina di ricercatori che lavorano gratis per la voglia di fare qualcosa di utile per la loro terra, non è mica obbligatorio, non si costringe nessuno”. Infine, la cancellazione del post.

*Aggiornamento ore 13.20
Pizzo corregge il tiro delle sue dichiarazioni e si scusa, ancora su Facebook. “Non è mia abitudine scherzare con persone, uomini e donne, che combattono per vedere riconosciuta la loro dignità professionale e il loro diritto ad almeno un equo compenso – scrive. – Il giornalismo vive una crisi drammatica con migliaia di disoccupati. Non avrei dovuto scherzare su questo tema. A chi si è sentito ferito, offeso o denigrato chiedo scusa. Quel messaggio tanto contestato, in realtà, non voleva essere altro che uno spunto ironico su due aspetti che credo nessuno possa contestare. In primis, il fatto di non potere disporre di un professionista che sostenga la mia azione amministrativa e informi correttamente i cittadini su quel che accade nei palazzi del potere. Ma questo discorso è complesso e rischia di aprire vecchie ferite. Poi, il richiamo alla gratuità della prestazione professionale, è soltanto la drammatica constatazione di quanto delicata e grave sia la situazione finanziaria ed economica della nostra terra. Infine – conclude l’assessore alle Infrastrutture – vorrei ricordare che quel messaggio tanto contestato non era un atto pubblico, ma un commento privato rivolto ai pochi amici che condividono la mia esperienza sui social network. Spero che questo equivoco, perché di equivoco si tratta, possa essere lo spunto per riaprire il dialogo tra l’amministrazione regionale e le organizzazioni di categoria del giornalismo. Per un dibattito serio, su di me potete contare”.

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