PALERMO – “Nessuna proposta di modifica del regolamento dell’Ars sul voto segreto è stata presentata dalle opposizioni, così come avevo auspicato più volte. Sinceramente spiace perché fino all’ultimo ho sperato e creduto che potesse giungere in commissione almeno un’idea diversa da quella che al momento resta in campo”.
“Solo alcune settimane fa, infatti, avevo annunciato pubblicamente il ritiro di tutte le mie proposte di modifica a patto che ne arrivasse almeno una dalle forze politiche di minoranza”. Lo dice il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno al termine della commissione regolamento che si è riunita stamani a Palazzo dei Normanni.
“Appelli roboanti, ma…”
“Oggi, invece, né sull’abolizione del voto segreto né sulla sua eventuale limitazione è stato avanzato alcunché – aggiunge – eppure, fuori dal perimetro di Sala d’Ercole e della commissione, proprio contro il voto segreto, spesso assistiamo ad appelli roboanti: peccato poi che la protesta non si trasformi in proposta. Al momento, quindi, resta valida solo la mia iniziativa, di fatto l’unica, che se approvata entrerà in vigore, al pari di eventuali altre modifiche, a partire dalla prossima legislatura”.
Leggi anche
“Mi corre l’obbligo precisare – conclude Galvagno – che tutte le altre proposte di modifica da me avanzate verranno votate dall’Aula assieme a quella formulata dalla deputata Ciminnisi, del M5s, che ho avuto modo di apprezzare e condividere, sulla decadenza dalle cariche per cambio di gruppo parlamentare”.
La norma anti-cambiacasacca
La commissione Regolamento dell’Ars, intanto, ha dato il suo primo sì ad una norma che cerca di porre un freno ai cambicasacca all’interno del Parlamento. La norma, che per diventare operativa deve ora passare al vaglio di Sala d’Ercole, è stata presentata dalla deputata M5s Cristina Ciminnisi e prevede per chi cambia partito la decadenza dagli incarichi negli uffici di presidenza dell’Ars e in quelli delle commissioni parlamentari.




