Stop ai cambiacasacca all’Ars. È stata approvata martedì 29 settembre dalla commissione regolamento dell’Ars l’emendamento a firma della deputata M5S Cristina Ciminnisi che mira a mettere un freno ad un malcostume che ha portato ad una trentina di cambi di partito solo nelle ultime due legislature. La norma, che per diventare operativa deve ora passare al vaglio di Sala d’Ercole, prevede, per chi cambia partito, la decadenza dagli incarichi negli uffici di presidenza dell’Ars e in quelli delle commissioni parlamentari.
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“Queste sanzioni – dice Ciminnisi che aveva lavorato alla norma con la ex collega Martina Ardizzone – sono operative al Senato dal luglio del 2022 e sono diventate norme di legge pure nelle Marche su proposta del M5S. Contiamo che anche qui queste modifiche vadano in porto. È giunto il momento di cercare di restituire etica alla politica, la cui credibilità tra l’altro è continuamente minata dagli scandali che la travolgono con inaccettabile frequenza”.
“Non è possibile – continua la parlamentare M5S – che i deputati, una volta eletti, passino da un partito all’altro per mero tornaconto personale, tradendo la volontà degli elettori che li avevano votati. Quello dei voltagabbana è un malcostume inaccettabile e ormai diffusissimo che vede tanti politici cambiare partito con impressionante facilità, passando magari a formazioni politiche con idee e programmi totalmente opposti a quelli graditi agli elettori che li avevano votati per rappresentarli in Parlamento. Tra l’altro questi passaggi alterano la rappresentatività dei partiti, che deve essere assicurata a tutti all’interno degli uffici di presidenza. E questo è inaccettabile”. Lo stesso presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, aveva dichiarato di aver avuto modo di “apprezzare e condividere” la proposta formulata dalla deputata Ciminnisi.




